Numero 56 - Gennaio 2002

Una nuova proposta di autofinanziamento per il Partito

Claudio Grassi

Nella riunione nazionale dei Tesorieri regionali e di Federazione, svoltasi a Roma il 19 gennaio scorso, sono state illustrate le prime valutazioni sui bilanci della Direzione nazionale e della società editrice di Liberazione per l’anno 2001.
La relazione introduttiva ha evidenziato dati ampiamente positivi: un avanzo di esercizio di circa 2 miliardi di lire, un aumento del valore delle sedi del Partito (ormai intorno al centinaio per un importo molto superiore ai 24 miliardi), un consistente credito – circa 12 miliardi – per i rimborsi elettorali che per legge si incasseranno nei prossimi 4 anni.

Anche il bilancio 2001 della società editrice di Liberazione contiene un segno positivo, finalmente avviata verso un tendenziale equilibrio economico, la gestione del quotidiano non graverà sul Partito, come invece era avvenuto in tutti gli anni precedenti con perdite molto rilevanti.
Gli intervenuti hanno sostanzialmente confermato che lo stato di buona salute economica del Partito è una condizione diffusa a livello delle organizzazioni sul territorio, con buoni risultati sia in termini di iscritti che di accresciuta media tessera, un flusso significativo delle sottoscrizioni degli eletti, positivi bilanci delle centinaia di Feste di Liberazione, pur con talune eccezioni nel Mezzogiorno.

L’ottenimento di questi risultati non è solo il frutto di capacità soggettive, di impegno militante dei compagni e delle compagne che hanno svolto questo difficile e qualche volta “impopolare” compito di tesorieri. Sicuramente ciò ne è stato una componente irrinunciabile, come hanno confermato i molti interventi, ma indubbiamente fin dalla nascita di Rifondazione il ruolo del tesoriere è stato prima di ogni altra cosa quella di un dirigente a pieno titolo della organizzazione di Partito: consapevole ma soprattutto partecipe delle scelte di indirizzo e di iniziativa, non semplice esecutore operativo di decisioni assunte dalla Segreteria.
Tuttavia, nonostante si registri questa buona situazione economica e patrimoniale, nel biennio 2002 – 2003 il bilancio della Direzione nazionale potrà contare su entrate più limitate rispetto agli anni precedenti (2,8 miliardi di contributo elettorale e circa 4,5 di sottoscrizione dei parlamentari nazionali ed europei) quindi insufficienti ad assicurare le risorse necessarie per lo svolgimento delle attività agli attuali livelli di spesa.

Soltanto a partire dalla Primavera 2004, con la prevista consultazione elettorale europea e negli anni successivi con le elezioni Regionali e politiche il Partito, attraverso i contributi elettorali che riceverà, sarà in grado di ripianare i disavanzi che si saranno creati nel biennio 2002 – 2003.

Per questa ragione, già a partire dalla scorsa estate la Tesoreria della Direzione nazionale ha messo a punto la proposta di un prestito tendenzialmente di massa che consenta al Partito di superare questo biennio di crisi finanziaria.
L’obiettivo politico è quello di riuscire a mantenere gli attuali livelli di iniziativa, indispensabile in questa fase politica, non pregiudicando i risultati conseguiti ma anzi portando il consolidato patrimoniale a garanzia del necessario indebitamento della fase finanziaria “critica”.

Tuttavia, affinché l’operazione di prestito (nelle dimensioni necessarie di circa 5 miliardi nel biennio) sia efficace è assolutamente necessario che i sottoscrittori siano pienamente consapevoli che si tratta appunto di un prestito non di una sottoscrizione, strumento quest’ultimo ancora validissimo di finanziamento del partito, ma cosa assai diversa da quello che proponiamo.

Per questo motivo stiamo individuando una struttura tecnica e finanziaria che ci affianchi nella nostra iniziativa, che soprattutto sia in grado di offrire ai sottoscrittori una garanzia giuridicamente valida – una “obbligazione” appunto – di restituzione del prestito.
L’obbligazione di Rifondazione Comunista sarà quindi in tutto e per tutto simile agli analoghi prodotti del mercato finanziario: sia nell’aspetto materiale e grafico, sia nelle condizioni contrattuali, in modo tale che al sottoscrittore sarà effettivamente garantito il rimborso del titolo alla scadenza, ne conoscerà la redditività, potrà raffrontarla con quella di altri prodotti presenti sul mercato.

Insomma, chi acquisterà l’obbligazione del PRC sarà certo di ottenere un guadagno dai suoi risparmi (confrontabile con il rendimento di altri titoli) e al tempo stesso consentirà al Partito di superare un periodo di difficoltà economica. Solo questa sicurezza, crediamo, potrà garantire il buon esito dell’iniziativa e l’affermarsi di questa nuova forma di finanziamento della nostra iniziativa politica.

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