Partito di massa
Partito di massa - Gennaio 2001

Congresso Nazionale dell'Anpi.
Il nostro impegno diretto

Credo non possa davvero sfuggire a nessuno l’importanza del prossimo Congresso Nazionale dell’ANPI. Si svolgerà nel prossimo mese di marzo ( 29-30 e 31 ) a Padova, a ridosso della prossima campagna elettorale e dunque in uno dei momenti più delicati ed importanti per il futuro del nostro paese.
Ma non è solo questo, per noi, il motivo della rilevanza di questa scadenza. La vita dell’ANPI ormai ci riguarda da vicino. La sua esistenza come il suo sviluppo rappresentano infatti oggi per ogni antifascista, e particolarmente per i comunisti, parte e strumento insostituibile per una battaglia culturale contro il “revisionismo storico” e per il rilancio dei valori che sono stati propri della “Resistenza”. 

I documenti preparatori del Congresso ( la relazione di Raimondo Ricci al Consiglio Nazionale del giugno scorso e la “nota integrativa” dell’ottobre successivo), pur con evidenti limiti, possono rappresentare una base importante per delineare un progetto per il futuro di questa associazione. Offrono anche a noi lo spazio sufficiente per una dialettica positiva nonché il terreno più utile per l’avanzamento di proposte in un quadro largamente unitario, evitando incomprensibili quanto controproducenti arroccamenti in mozioni o componenti alternative. 
Tutto ciò senza nulla togliere alla necessità di momenti autonomi da parte di compagni e compagne legate alla nostra area politica. Penso in particolare alla necessità di affermare una concezione dinamica e collegata alla realtà di oggi della “strategia della memoria”; a pronunciamenti contrari a qualsiasi ipotesi “conciliatoria” o “perdonista” in materia di stragi, sulla falsariga del Senatore Giovanni Pellegrino; ad una spinta forte nella direzione di un’abolizione effettiva del cosiddetto “Segreto di Stato”. Non solo, i temi sociali, che così poco spazio hanno avuto nella considerazione e nell’analisi dei documenti preparatori, possono invece, attraverso la nostra iniziativa, trovare un ambito di esplicitazione e di qualificazione dello stesso Congresso. Qui davvero senza condizionamenti di tipo governativo, elemento che ha invece spesso attraversato negativamente la vita dell’ANPI negli ultimi anni.
Va anche colta come decisamente positiva, in questo quadro, la parziale rettifica del giudizio espresso a suo tempo sulle cosiddette “guerre umanitarie”. Rettifica certamente non sufficiente, ma comunque segno di una importante riflessione autocritica che va assunta, sviluppata ed approfondita. 

Un’ ultima considerazione. L’ANPI oggi conta , a livello nazionale, più di 100mila iscritti, di cui ormai solo una parte storicamente legata alla “Lotta di Liberazione”.Il suo futuro dipenderà dunque in modo non trascurabile anche dalla nostra volontà politica a ridare a questa associazione un ruolo e delle prospettive. Dipenderà anche dalla nostra capacità, a sostenerla con nuove iscrizioni, soprattutto dei nostri giovani compagni, assumendoci compiti di militanza e di responsabilità diretta, a partire dalle sue sezioni.

Saverio Ferrari

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