UN CANTIERE STUDENTESCO A MILANO

Un luogo molto più che simbolico, sede per il Coordinamento dei Collettivi Studenteschi di Milano

Il "Cantiere Studentesco" un progetto nuovo, ma con un lungo percorso politico alle spalle. Il "Coordinamento dei Collettivi Studenteschi" di Milano e provincia, (una struttura di movimento in cui militano studenti e studentesse medie e tra questi giovani compagne e compagni di Rifondazione Comunista), è infatti una realtà che ha dato vita ad un ricco percorso di lotte. Ciò che abbiamo provato a costruire è un movimento studentesco, un movimento che quest’anno nella nostra città ha sicuramente visto un livello "alto", pur nei limiti della capacità generale della mobilitazione studentesca. Se infatti è oggettiva la condizione generale della disaffezione alla politica e alle lotte, tanto più grave è tale condizione nel capoluogo lombardo, vetrina nazionale della repressione e delle politiche neoliberiste, delle privatizzazioni, della xenofobia e dell’allarme sociale. Neoliberismo e distruzione di diritti sociali che filtrano nella società proprio attraverso lo smantellamento della scuola pubblica. Per questo è particolarmente importante la scelta di costruire un’alternativa partendo dalla scuola. Attraverso la costruzione di lotte e mobilitazioni contro "riforme" di un governo di centro-"sinistra" di impronta marcatamente neo-liberista, in perfetta continuità con politiche regionali portate avanti da giunte di "centro"-destra. Contro il "principio costituito" secondo cui precarietà, flessibilità, una formazione finalizzata al mercato e alla mercantilizzazione siano valori a cui adeguarsi. Contro il principio secondo cui esigenze private di azienda e mercato siano compatibili con il diritto ad una formazione critica e pluralista, ciò che dovrebbe garantire una scuola pubblica, laica e gratuita.

Se la base è la costruzione di una alternativa a partire dalla scuola l’obiettivo è quello di non limitarsi certo solo in questo ambito. E questo è quanto abbiamo fatto investendo le nostre energie su diverse tematiche, dal processo di piazza fontana all’antifascismo, dalle biotecnologie ai referendum radicali ed anti-sociali alla opposizione ai Patti territoriali del lavoro.

Quella di un Cantiere Studentesco è un ulteriore passo per dare ancora più forza a tale progetto.

La condizione di "movimento limitato" pone l’esigenza di uno spazio, che diventa strumento per la continuità delle lotte. Un luogo non solo simbolico, sede per il CCS, una risorsa e un riferimento per il lavoro politico dei collettivi, per coordinare le loro lotte nelle scuole. Una realtà antifascista ed anti-liberista, dove praticare anche forme di autofinanziamento, in un mondo dove "fare" politica costa sempre più. Non un centro sociale, ma un punto di riferimento per uno specifico, quello dell’antagonismo studentesco particolarmente importante da costruire e valorizzare. Un nuovo soggetto da usare non come fine ma come mezzo. Il nostro progetto è un "cantiere", studentesco e in continuo sviluppo. Uno spazio dove demolire i rottami di un sistema scolastico "gentiliano" senza riciclarlo in "nuova vecchia-Berlinguer-spazzatura". Dove cementare i risultati e i contenuti delle lotte dell’ultimo autunno.

Per costruire le fondamenta di un percorso politico e di lotta sempre più forte e radicato, di sinistra. Dove raccogliere apporti e stimoli che da tutte le altre realtà possono venire, per allargare la prospettiva delle lotte. Dove potere quindi dare vita ad un confronto con tutti i soggetti, nell’ambito del rispetto della reciproca autonomia dei percorsi, nell’obiettivo di poterli di volta in volta unificare sui singoli aspetti che, sulla base di un comune sentire, rendono possibile la costruzione di percorsi comuni e di alternativa.

Il Cantiere Studentesco era stato occupato venerdì 17 Marzo scorso al termine di una manifestazione contro il trasferimento del processo di piazza Fontana da Milano a Catanzaro. Era stato occupato un luogo sicuramente non anonimo, uno stabile sito in via Vetere n°3, importante nella storia della sinistra critica milanese. Un luogo da subito vissuto e fatto vivere attraverso l’impegno e l’entusiasmo di centinaia di ragazzi che nei pochi giorni dell’occupazione già vedevano in esso un punto di riferimento importante. Dopo soli 5 giorni gli studenti sono stati sgomberati ma non è stata sgomberata la voglia di fare anzi. Ma non ci siamo arresi allo sgombero del 21 marzo, per questo una nuova occupazione è già in programma. L’idea di uno "spazio necessario" è già di per sé "un’alternativa", magari da esportare in molte altre città attraverso il lavoro di molte altre compagne e di molti altri compagni.

Luca Corradinio
Giovani comunisti - Federazione milanese

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