Un voto utile per cambiare

Un appello al voto alla vigilia delle elezioni è di routine. Ma questa volta, e non è una banalità, il voto del 16 aprile assume significati molto importanti. Innanzi tutto sta aumentando la fibrillazione di un quadro politico tormentatissimo, che vede il centro-sinistra sempre più lacerato e diviso al suo interno, unito solo dalle scellerate scelte privatistiche e antisociali, come sulla scuola, tanto per fare un solo esempio, o come il ritornante rumore di sciabole sulla questione previdenziale.

Di fronte a questo avevamo due strade da percorrere, o accettare il quadro nazionale e quindi rifiutare qualsiasi confronto a livello locale, o provare a ricostruire dal basso politiche che vanno, in qualche modo, in controtendenza rispetto a quelle nazionali.

Il secondo percorso, sicuramente il più difficile, ha dato come risultato immediato il fatto che in quasi tutte le regioni che vanno al voto Rifondazione Comunista ha raggiunto una intesa con le forze del centro-sinistra, come risultato riflesso che si è finalmente superato quel clima di isolamento che aveva circondato il partito nell’ultimo periodo.

Non siamo così stolidamente ottimisti per poter dire che il risultato è soddisfacente ed univoco. Le intese raggiunte contengono, insieme a tante luci, diverse zone d’ombra. Ma è proprio su queste che dovremo lavorare, tutti insieme, nelle prossime consiliature. Ecco perché diventa utile e necessario una buona affermazione di rifondazione Comunista alle prossime elezioni, senza la nostra presenza le ombre potrebbero divenire tenebre, e le luci spegnersi.

Per poter fare un’analisi dettagliata di ogni singola intesa ci vorrebbero molto più che queste poche righe, per cui ci soffermeremo solo su alcuni dei risultati più evidenti. Innanzi tutto, e non è poco, appare una tendenza generalizzata a ribaltare un giudizio sul mercato come panacea di tutti i mali, così come vi è una tendenza diffusa ad introdurre correttivi contro la precarizzazione del rapporto di lavoro. Molta attenzione viene posta alla questione della formazione professionale, alla regolamentazione del mercato del lavoro, alla creazione di nuove opportunità lavorative, legate sia alla cura delle persone che alla manutenzione del territorio, fino ad arrivare a punte di eccellenza come incentivi per la riduzione dell’orario di lavoro o soluzioni sugli LSU che rispondono alle richieste provenienti dagli stessi lavoratori. Altri esempi potrebbero essere portati in campi quali l’ambiente, dove finalmente appare tramontata l’ipotesi di una centralità dei termocombustori a favore di politiche di riciclaggio e riuso dei materiali, della sanità dove è molto meno enfatizzato il ruolo dei privati a favore di un potenziamento del servizio pubblico, e così via.

Nel complesso quindi possiamo dire che la presenza di Rifondazione Comunista in sede di elaborazione programmatica ha dato buoni frutti. Ora però resta il compito più importante, fare in modo che questi programmi diventino operativi, che non restino "pezzi di carta". Ed ecco tornare allora di attualità la parola d’ordine di un voto a Rifondazione Comunista "utile". Utile perché queste proposte, molte delle quali contenute nei nostri programmi, siano vive, comincino a fruttare.

Ecco allora l’impegno che abbiamo: votare Rifondazione Comunista perché cominci una nuova stagione di riforme. A chi pensa che questa sia solo propaganda dobbiamo rispondere: "Invece si può".

 

 

Gianluigi Pegolo

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