Dopo Chianciano

Non c’è dubbio che la recente riunione di Chianciano abbia evidenziato l’esistenza di un quadro dirigente non solo interessato ai temi dell’organizzazione del Partito ma impegnato attivamente nella costruzione di nuove esperienze. Non era semplice, non era affatto semplice dare vita ad una discussione sulle proprie difficoltà in modo diretto senza inutili giustificazionismi e cercando, nel contempo, di valorizzare il lavoro di tante nostre compagne e di tanti nostri compagni. Credo si possa dire che ci siamo riusciti. Ed è proprio lo stesso risultato positivo della due giorni di discussione sul Partito a caricare tutti noi di ancora più pesanti responsabilità. Le cose che lì ci siamo detti impongono un risoluto scatto in avanti soprattutto nella capacità di concretizzazione. Intendiamoci: le belle idee è importante intanto e prima di tutto averle ma poi è necessario mettergli anche le gambe per farle camminare nel Partito. Anche da questo punto di vista possiamo dire che un tratto di strada lo abbiamo fatto. Lo stesso complesso di documenti che abbiamo presentato a Chianciano parla di questo lavoro. Intanto per comporre, per mettere assieme questi documenti abbiamo positivamente utilizzato il lavoro di alcune compagne e di alcuni compagni dei Dipartimenti Nazionali ricercando anche il contributo di esperienze che si sono andate concretizzando nelle nostre organizzazione. Ci siamo inoltre potuti avvalere dell’apporto di esperti, ricercatori, studiosi esterni. Per altro non abbiamo pensato alla stesura di questi documenti, al percorso per la loro redazione sganciati dall’attività concreta del Partito. Nel mentre si sono andati delineando i limiti abbiamo cercato di attivare esperienze in grado di metterci nella condizione di iniziare e superare questi stessi limiti. Proprio per questo a Chianciano sono state presentate nei vari interventi sperimentazioni, iniziative, nuove strutture organizzative che partendo dalle nostre attuali difficoltà cercano di allargare la capacità di attrazione e di efficacia politica del Partito. La critica allo stato di cose presenti nel Partito è stata assai dura e circostanziata. Ma si sarebbe trattato di una critica ingenerosa se non fosse stata in grado di valorizzare non solo i punti già conquistati di rinnovamento nel nostro lavoro ma anche di indicare le condizioni materiali e di assoluto lavoro volontario nelle quali la nostra attività pure va avanti. Come si sarebbe trattato di una discussione surreale se non fosse stata in grado di indicare, perlomeno indicare, le nuove, per molti aspetti inedite condizioni sociali culturali politiche persino internazionali nelle quali prospettiamo la costruzione di un nuovo grande partito comunista di massa. Ma il lavoro di Chianciano va concretizzato. Ed è questo ovviamente non solo lavoro dei regionali, delle federazioni e dei circoli ma un impegno prima di tutto della Direzione del Partito. Stiamo appunto mettendo assieme, sulla base del dibattito e delle conclusioni di Chianciano, una serie di gruppi tematici che approfondiranno le varie questioni lì portate alla ribalta. Badate non pensiamo alle solite "commissioni" ma a gruppi che lavorino e che pensino ai vari nodi che il dibattito ha sottolineato, che pensino alla innovazione necessaria, alla sperimentazione di nuove forme organizzative garantendo poi, noi tutti, il necessario impatto sul Partito. Non ci sono altre strade se non quella che riesce a mettere assieme analisi critica, ricerca sulle cose da fare, sperimentazione di questa ricerca con e nelle nostre organizzazioni.

 

Milziade Caprili

partito di massa - home page