PARTITO DI MASSA
numero 29 - maggio 1999

UNA POSSIBILE LEGGE ELETTORALE

Angelo Tria
Uno dei primi effetti del referendum è stato quello di sgomberare il campo da equivoci bipolaristi che si tentava di inserire nel complesso sistema politico italiano.
Ora che il referendum è stato bocciato occorre ricominciare a discutere della riforma complessiva del sistema istituzionale italiano. Non è questa, certamente, la sede per una discussione più complessiva sulla riforma del sistema e sui modelli che vengono proposti, ma possiamo sicuramente fare il punto sulla nostra proposta di riforma del sistema elettorale.
Pensiamo, come più volte è stato ripetuto, che il sistema elettorale tedesco, con le opportune modifiche e traduzioni, sia quello che possa garantire al meglio le esigenze del sistema politico italiano. Esso garantisce da un lato la rappresentatività e dall’altro la stabilità. Ma forse è il caso di guardare più nel dettaglio il funzionamento di tale modello.
Il sistema elettorale tedesco ha un meccanismo più difficile da spiegarsi che da applicare. Innanzitutto vi è da dire che in esso sono compresenti sia il sistema uninominale di collegio che il sistema proporzionale su liste di partiti.
La scheda elettorale è divisa in due parti da un lato vi sono i candidati nei collegi uninominali contraddistinti dai simboli dei partiti, dall’altro vi sono le liste di partito. L’elettore deve quindi esprimere due voti uno per la parte uninominale e l’altro per la parte proporzionale.
I seggi vengono assegnati in base ai voti ottenuti da ciascun partito nella parte proporzionale e vengono eletti subito quei candidati che hanno vinto le elezioni nel proprio collegio (vince chi ha ottenuto il maggior numero di voti). Facciamo un esempio un partito ha ottenuto 30 seggi in base al calcolo proporzionale e i candidati che lo stesso partito ha presentato nella parte uninominale hanno vinto in venti collegi, quei venti sono subito eletti al parlamento, mentre i restanti dieci vengono recuperati dalle liste proporzionali.
Occorre tenere presente che l’elettore può esprimere un voto differenziato sulla scheda, può cioè votare per il candidato di un partito e per la lista di un altro partito. Questo doppio voto introduce un elemento “virtuoso”, cioè si può votare per il candidato che sicuramente può passare in quel collegio e che è politicamente più vicino alla posizione politica dell’elettore e votare per il partito che più lo rappresenta politicamente. Quindi nell’esprimere un voto “utile” affinché una parte politica possa risultare vincente alla fine delle elezioni non si perde la possibilità di poter esprimere il proprio voto di appartenenza, mantenendo - come si diceva all’inizio – governabilità, dando la possibilità ad una eventuale coalizione di vincere le elezioni, e rappresentatività potendo favorire la presenza in parlamento del partito da cui l’elettore si sente rappresentato.
Naturalmente vi sono questioni connesse alla legge elettorale tedesca che andrebbero approfondite: la forma di stato  - ricordiamo che la Germania è una repubblica federale – o la forma di governo – in Germania vi è il modello del premier – ma sono, come già dicevamo, questioni non facilmente esauribili in una breve scheda, per cui ci ripromettiamo di tornare in ulteriori approfondimenti su tali questioni.
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