PARTITO DI MASSA
numero 29 - maggio 1999

IL VOTO IN SARDEGNA PER IL RINNOVO DEL CONSIGLIO REGIONALE

Vittorio Macrì
Il 13 giugno in Sardegna si voterà per il rinnovo del Consiglio Regionale, oltre che per le elezioni europee. Affermare che per il partito in Sardegna si tratta di un test elettorale di estrema importanza non è affatto retorico.
In una legislatura segnata negli anni precedenti da un alto tasso di litigiosità del centro-sinistra, che aveva prodotto ben cinque crisi del governo regionale, Rifondazione Comunista è da un anno e mezzo al governo della Regione.
Infatti, all'indomani delle elezioni del '94, nonostante la coalizione dei Progressisti sardi di cui facevamo parte avesse vinto le elezioni, venimmo esclusi dal governo regionale, per mezzo di un accordo scellerato tra il PDS e le forze moderate di centro, tra cui i Pattisti di Mario Segni. I primi tre anni e mezzo di governo sono stati caratterizzati dal blocco dell'attività politica e amministrativa, da un costante ricorso all'esercizio provvisorio del bilancio, dall'assenza totale di una seria programmazione in grado di rilanciare l'economia e l'occupazione.
Dall'ultima crisi del dicembre '97 nasce l'accordo tra il centro-sinistra e Rifondazione Comunista: un accordo politico e programmatico basato essenzialmente sulla programmazione e attuazione di un Piano straordinario per il lavoro e l'occupazione, che si è concretizzato attraverso la definizione di un insieme di leggi per una manovra complessiva di intervento di 2.000 miliardi per il triennio 1999/2001. Tre sono le principali azioni di indirizzo delle leggi sul lavoro: lo sviluppo locale, con oltre 1.600 miliardi per il prossimo triennio che vengono assegnati agli Enti Locali per il finanziamento di iniziative atte alla promozione di attività produttive locali, per la valorizzazione e lo sviluppo dei settori ambientali, culturali, storici, archeologici, per il lavoro sono immediatamente disponibili oltre 80 miliardi finalizzati alla creazione di lavoro stabile per lavoratori impegnati in attività precarie come i progetti speciali, gli LSU, gli LPU etc. (si tratta di 15 mila sardi la cui condizione occupazionale è di lavoro nero legalizzato); sempre nel medesimo triennio, sono spendibili oltre 470 miliardi per lo sviluppo del sistema produttivo, per la creazione di nuova impresa, con riferimento particolare a quella artigiana nel settore della produzione di beni e di servizi e nel settore turistico.
Quest'atto forte di governo ed il ruolo centrale svolto dal partito, che ha favorito un reale rilancio dell'attività della giunta regionale, ha riaperto la possibilità non solo per una nostra affermazione elettorale ma anche una possibile vittoria della Coalizione Autonomista di centro-sinistra - con l'esclusione dell'UDR e dei prodiani - che si presenterà alle elezioni del 13 giugno.
Gli impegni della coalizione hanno tre fondamentali direttrici di programma: la prima è l'impegno straordinario per il lavoro, dove si conferma l'obiettivo strategico della piena occupazione e perciò l'impegno di operare per abbattere progressivamente il tasso di disoccupazione anche con il ricorso a misure specifiche e straordinarie; la seconda, è la salvaguardia del territorio e dell'ambiente che deve costituire la caratteristica prima dei processi e dei prodotti del sistema Sardegna, progresso economico e qualità della vita costituiscono perciò un binomio inscindibile; la terza, ma non meno importante, è la costruzione della nuova Regione, da attuare non attraverso un ulteriore tentativo di cattiva riforma, ma con un'azione radicale di ripensamento di tutta la strumentazione regionale, elemento essenziale quest'ultimo per avviare un processo di una nuova e diversa qualità dello sviluppo.
Rifondazione Comunista si presenta dunque agli elettori sardi con le carte in regola, rispettando gli impegni assunti ed avendo privilegiato gli aspetti programmatici a quelli di quadro politico.
Le liste comuniste nei quattro collegi provinciali vedono la presenza di compagne e compagni che in questi anni sono stati protagonisti delle battaglie per il lavoro e la rinascita dell'Isola.
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