Partito della Rifondazione Comunista - Direzione


Dipartimento Organizzazione - Bollettino interno - NUMERO 15 - NOVEMBRE 1997


LA COSTRUZIONE DI UN MODERNO PARTITO COMUNISTA DI MASSA

di Fausto Bertinotti

Nel corso della grande manifestazione popolare del 25 ottobre a Roma, abbiamo tesseramento per il 1998 al Partito della Rifondazione Comunista. Lo abbiamo fatto, volutamente, partendo da un grande appuntamento di lotta che ha avuto, come tutti hanno potuto constatare, i caratteri di un'iniziativa unitaria, non solo di partito, che ha saputo coinvolgere forze diverse, dai centri sociali a diverse organizzazioni della sinistra antagonista. Proprio in quella manifestazione si è resa fisicamente evidente la ricostruzione di una comunità, di un popolo di sinistra, che senza settarismi o atteggiamenti minoritari, sente l'orgoglio della propria identità, le ragioni e le radici profonde della propria esistenza, misura con giusta soddisfazione la propria capacità di contare e di fare egemonia nella società. Il "paese nel paese", avrebbe detto Pasolini. Ma un "paese", una comunità cioè, aperti al vasto mondo, capaci di sentire e rappresentare le contraddizioni e le aspirazioni che si agitano nelle masse popolari del nostro tempo, in grado di difendere la propria autonomia e nello stesso tempo di dialogare e di entrare in un rapporto di unità con le forze migliori e più vive della società. Così intendiamo la costruzione di un moderno partito comunista di massa. La scommessa sulla sua esistenza è stata vinta da tempo, anche se ci sono forze politiche che sperano sempre di poterci cacciare in un angolo, o addirittura distruggere, attraverso l'arma dell'isolamento politico o quella di una antidemocratica e regressiva modificazione istituzionale e delle regole della formazione della rappresentanza politica. Ne abbiamo avuto un'ampia dimostrazione nella conclusione dei lavori della Bicamerale e nella recente, difficile, vicenda che ha comportato la crisi di governo e la sua successiva ricomposizione su un terreno programmatico più avanzato, che è avvenuta grazie alle nostre conquiste in materia di pensioni, di sanità e di riduzione dell'orario di lavoro.

In quei drammatici giorni abbiamo avvertito con acutezza il tentativo di fare il vuoto attorno a noi, l'uso spregiudicato dei mass-media per dipingerci agli occhi dell'opinione pubblica come degli inguaribili guastatori della stabilità politica del paese, presentata incondizionatamente come l'unico bene da preservare a qualunque costo.

Siamo usciti da questa vicenda sapendo preservare per l'oggi e per il domani la nostra autonomia e la nostra identità, dimostrando di essere in grado di praticare e realizzare effettivamente gli obiettivi che proclamiamo. E' stato un decisivo passo in avanti per la difesa delle condizioni di vita delle masse, per la lotta alla disoccupazione, quindi per il paese reale, ma anche per il nostro partito.

Dobbiamo proseguire con decisione su questa strada. I tentativi di marginalizzarci o di considerarci come una semplice appendice critica del centrosinistra si moltiplicheranno nei prossimi mesi. Già emergono nel comportamento di forze dell'Ulivo, preoccupanti atteggiamenti di intolleranza verso le diversità politiche, si verificano episodi, in particolare nell'uso dell'informazione radiotelevisiva, che ricordano logiche da "regime".

Il modo per sconfiggere alla radice questi tentativi è quello di realizzare un sempre maggiore radicamento del nostro partito nei luoghi di vita e di lavoro delle masse, nel tessuto della società civile, là dove sono intervenuti spaventosi e devastanti processi di disgregazione sociale, provocati dai processi di modernizzazione capitalistica, dalle modalità concrete dell'esercizio del potere delle classi dominanti e dalla conseguente egemonia culturale che hanno esercitato per lunghi anni anche sugli strati popolari.

Per questo rinnovare e aumentare gli iscritti al nostro partito è la dimostrazione più solida e diretta del consenso popolare alla nostra politica e della nostra capacità di radicamento.

Ma nello stesso tempo è un'occasione che offriamo a tutte e a tutti per potere contare e partecipare di più, per ricostruire le ragioni dell'agire collettivo e della solidarietà militante, per allargare e rafforzare una libera comunità di donne e di uomini in grado di trasformare il nostro paese.

DEL PARTITO DI MASSA

Milziade Caprili

Abbiamo raggiunto il 100% del tesseramento con notevole anticipo rispetto all'anno scorso. Ovviamente non è terminato il lavoro e proprio in questo numero di Partito di massa vengono segnalate esperienze di recupero degli iscritti da mettere in atto. Forse risulterà di una qualche utilità indicare alcune delle linee di iniziativa su cui il Dipartimento lavorerà nei prossimi mesi. Partendo ovviamente dalla necessità di utilizzare adeguatamente le 10 giornate del tesseramento e reclutamento 1998. Si tratterà di porre in essere veri e propri piani di iniziative specialmente collegate ad un più veloce ritesseramento e ad una completa utilizzazione di tutte le occasioni che si presentano per il reclutamento. Siamo ancora nella condizione di dover dire a molte nostre organizzazioni della necessità di avere nel corso delle manifestazioni uno spazio adeguato per esporre il materiale del Partito, gli abbonamenti a Liberazione e Rifondazione, le tessere. Una campagna di tesseramento e reclutamento al Partito a cui dovranno partecipare tutti i compagni dirigenti dei Circoli e delle Federazioni e tutti i compagni e tutte le compagne impegnate/i nei diversi livelli istituzionali. Il contributo del Responsabile del Tesseramento di Roma che pubblichiamo più avanti segnala quanto incida nel turn-over degli iscritti una sorta di "leggerezza" organizzativa che dovrà essere superata: ci sono migliaia e migliaia di iscritte e di iscritti degli anni passati a cui dobbiamo riproporre la tessera al Partito. E' difficile pensare ad un Partito di massa lasciando fuori dalla porta ogni anno un numero così rilevante di compagne e di compagni. Il tesseramento dunque e prima di tutto.

Il Dipartimento sta poi da tempo lavorando per radicare meglio e più ampiamente il Partito sul territorio e nei luoghi di lavoro e di studio.

Si tratterà di tener conto della norma statutaria che indica in 20 iscritti il numero minimo di composizione dei circoli per ridisegnare una nostra presenza territoriale. Con i Regionali e con le Federazioni abbiamo avviato una riflessione circa tutti quei comuni dove pure in presenza di un rilevante consenso elettorale risulta mancante una struttura organizzata del Partito. Per i luoghi di lavoro è in preparazione una iniziativa particolare tesa anche a riconnettere nazionalmente i motivi che rendono questa nostra presenza ancora troppo episodica ed ancora troppo collegata al settore pubblico. Infine lavoriamo alla concretizzazione di Conferenze di Organizzazione che già molte organizzazioni e molti Comitati Regionali hanno messo in calendario. Si tratta di far calare concretamente alcune delle indicazioni del Convegno di Chianciano nel concreto modello di Partito che noi abbiamo. Si tratterà di lavorare e alla sperimentazione di forme nuove di organizzazione del Partito (case del lavoro, case dei popoli, circoli aperti, ecc.) e alla riorganizzazione di ciò che abbiamo (le zone, i coordinamenti cittadini, gli accorpamenti di circoli, ecc.).

Si è detto di ritardi che dobbiamo superare nella costruzione del Partito di massa. Non c'è dubbio che sia così. Proprio per questa esigenza il nostro lavoro dovrà essere più capace di selezionare gli obiettivi e gli strumenti per raggiungerli. Il tesseramento è una condizione imprescindibile e non può essere considerato un lavoro solo di una parte del Partito. La conquista di nuovi iscritti, la conferma di quelli che abbiamo, il recupero di quanti si sono allontanati non sono un rituale burocratico ma le scansioni del percorso per arrivare al Partito di massa.

PARTITO E RAPPRESENTANZE ISTITUZIONALI

La questione del rapporto tra rappresentanze istituzionali e istanze del Partito rappresenta un punto caldo del dibattito interno sull'organizzazione. Infatti, negli ultimi tempi si sta facendo strada in alcuni settori del Partito la convinzione che questo problema possa essere regolato attraverso un rigida e completa separazione tra il Partito e le sue rappresentanze istituzionali.

Si afferma che è necessario introdurre una logica reciproca di controllori controllati tra le articolazioni istituzionali e le istanze di Partito con la netta distinzione tra dirigenti politici e rappresentanti istituzionali. E' questa una strada sbagliata e pericolosa, che presenta gli stessi rischi della strada specularmente contrapposta che vuole concentrare la direzione del Partito nelle mani delle proprie rappresentanze istituzionali. L'errore non è soltanto di tipo pratico, poichè impedirebbe di utilizzare le risorse umane e materiali derivanti dalla presenza istituzionale per la costruzione e la direzione del Partito. L'errore è innanzitutto di tipo teorico e politico. La logica del controllo reciproco tra le diverse articolazioni organizzative implica l'accettazione di un carattere permanentemente conflittuale del Partito non sulla base di una diversità di posizioni politiche, ma sulla base delle funzioni e dei ruoli ricoperti dai compagni. E' questo l'esatto contrario di un Partito Comunità. In una struttura di questo tipo l'azione complessiva del Partito non sarebbe il frutto di una linea politica organicamente programmata ma dipenderebbe dalle dinamiche e dalla composizione degli interessi delle diverse articolazioni. Inoltre, l'applicazione di questa logica di rigida separazione accentuerebbe il carattere di autoreferenzialità dei diversi momenti di lotta, quello politico sociale e quello politico istituzionale, sancendo all'interno del Partito, anche sul piano teorico e organizzativo, l'autonomia della politica dal conflitto sociale, in piena sintonia con i processi di passivizzazione delle masse che la riorganizzazione capitalistica sta imponendo. In tal caso, il nostro stesso carattere di forza antagonista, al di là delle proclamazioni teoriche, sarebbe messo in questione nel nostro fare concreto. Nella situazione storica concreta in cui ci troviamo ad operare, infatti, in presenza di una persistente difficoltà di organizzazione del conflitto sociale e di una debolezza organizzativa del Partito, l'effetto pratico dell'introduzione di una logica ferrea di separazione organizzativa sarebbe l'assoluta preminenza delle istanze istituzionali all'interno del Partito. E' per questo che le due strade estreme della separazione e dell'identificazione tra rappresentanze istituzionali e istanze del Partito, agli effetti pratici, produrrebbero lo stesso risultato di subordinazione dell'attività complessiva al momento istituzionale.

Nello Statuto del Partito esistono gli antidoti per evitare una completa separazione tra rappresentanze istituzionali e istanze organizzative: il limite di due mandati per la stessa carica elettiva, le modalità di formazione delle liste e di conduzione delle campagne elettorali, l'obbligo della contribuzione economica degli eletti, la preminenza degli organismi di Partito sulle scelte politiche fondamentali. Queste regole sono in larga misura simili a quelle adottate dal partito nuovo togliattiano. Affinchè esse funzionino e producano gli effetti desiderati occorre però che non vengano vissute dal corpo diffuso del Partito come una mera regolamentazione formale ma diventino la conseguenza di una cultura politica intimamente radicata nelle coscienze dei militanti. Una cultura politica che veda nel momento istituzionale una delle articolazioni della lotta per la trasformazione sociale, distinta solo funzionalmente dalle altre articolazioni e inserita all'interno di una strategia complessiva mirante all'estensione degli istituti e delle forme di partecipazione democratica. Perchè questa cultura politica possa diffondersi e radicarsi non è sufficiente intensificare i percorsi formativi interni. E' indispensabile rafforzare le altre articolazioni della lotta, da quelle strettamente di Partito a quelle della società civile. Le strutture intermedie del Partito (Comitati Regionali e Federazioni) devono incrementare la loro influenza e la loro attività, acquisendo una maggiore autonomia funzionale nella direzione e nella promozione delle lotte nell'ambito del proprio territorio. Inoltre, occorre rafforzare l'organizzazione e l'attività dei comunisti negli istituti della società civile, in primo luogo nelle organizzazioni di massa, ma poi anche costruendo momenti autonomi di presenza e di attività come la pratica dell'inchiesta diffusa e la costruzione di nuove case del popolo. Il rafforzamento delle altre articolazioni di lotta, oltre a radicare il Partito nella società e ad estendere la partecipazione democratica, contribuirebbe a ridurre la preminenza del momento puramente istituzionale e i fenomeni degenerativi talvolta ad essa connesse.

La costruzione di un Partito Comunità, antagonista e con caratteristiche di massa non è solo il frutto di un credo volontaristico, ma necessita di scelte conseguenti sul piano politico, organizzativo ed anche comportamentale da parte di tutti i militanti, a cominciare da coloro che ricoprono le massime responsabilità. Il nostro III Congresso Nazionale ha posto le basi di questa costruzione. Il Convegno di Chianciano le ha ulteriormente definite sul piano teorico e pratico. Ora dobbiamo tutti operare per portarla a compimento.

Andrea Ricci
(Segretario Reg. Marche)

A REGGIO EMILIA UNA LETTERA E UN CONTO CORRENTE

Il lavoro per radicare il nostro Partito ampliandone la base dei militanti e degli iscritti è stato assunto dalla Segreteria provinciale di Reggio Emilia come priorità nella consapevolezza che il cammino per la costruzione di un nuovo Partito Comunista di massa è ancora lungo.

E' inutile negare che alcune debolezze organizzative ci impediscono di entrare in contatto con tanti simpatizzanti che potrebbero aderire a Rifondazione Comunista e magari diventare attivisti e dirigenti nei Circoli territoriali e di fabbrica.

L'attenzione che si coglie per le nostre battaglie politiche e sociali nel Paese come in Parlamento è veramente molto alta e rappresenta un grande potenziale che va trasformato, quanto più possibile, in forza organizzata.

A Reggio Emilia abbiamo investito (3,5 milioni di lire) in una iniziativa che sta dando alcuni risultati positivi. Non si tratta di chissà quale novità; abbiamo "semplicemente" spedito 13.000 lettere ad altrettanti elettori tra i 18 e i 55 anni di età che risiedono nei quartieri della città in cui il Partito è particolarmente debole pur raccogliendo numerosi consensi elettorali.

Alla lettera nella quale chiediamo una disponibilità all'impegno diretto nel PRC abbiamo allegato un bollettino di conto corrente postale attraverso il quale gli interessati possono versare la quota tessera o anche soltanto sottoscrivere per sostenere l'attività del Partito.

Le lettere, sono state spedite con la spesa di 108 lire ciascuna. Questo è stato possibile facendo figurare tale spedizione come supplemento al nostro giornalino.

La legge sulla privacy rende sempre più difficile ottenere indirizzi di capifamiglia o gruppi di cittadini ed è per questa ragione che noi abbiamo approfittato della campagna elettorale per acquisire le liste elettorali, già stampate su etichette autoadesive, con le quali è stato possibile il lavoro di spedizione. (1)

I primi risultati sono incoraggianti: diverse telefonate in Federazione per dare disponibilità e già 3 nuovi iscritti ad una settimana dall'invio delle lettere.

Allegato: lettera inviata agli elettori

Il responsabile dell'organizzazione
Giuseppe Zuelli

(1) Ci sono sicuramente Federazioni che hanno elenchi di questo tipo. Elenchi parziali possono essere raccolti circolo per circolo. In ogni modo ci si può utilmente riferire agli uffici comunali competenti. (n.d.r.).

LA LETTERA INVIATA AGLI ELETTORI E ALLE ELETTRICI

A tutte e a tutti coloro che apprezzano i comportamenti, che si sentono vicini alle idee, che intendono partecipare all'attività ed alle lotte del Partito della Rifondazione Comunista.

I reggiani che hanno in tasca la tessera 1997 del Partito della Rifondazione comunista sono più numerosi degli iscritti dell'anno passato con un alto tasso di nuove iscrizioni e di giovani in particolare.

Di questo dato siamo molto soddisfatti perchè si dimostra che il consenso verso il nostro Partito cresce ogni anno di più anche qui a Reggio Emilia come in tutta Italia.

Siamo però consapevoli di non riuscire ancora a fare abbastanza per raggiungere tutti coloro che sarebbero disponibili a costruire con noi il nostro Partito con le loro idee ed il loro impegno.

Vorremmo che i tanti che hanno abbandonato l'impegno politico perchè delusi e convinti di non poter più lottare per quegli ideali in cui hanno profondamente creduto, che i giovani che si trovano di fronte al deserto di valori di una società capace solo di proporre la mercificazione di ogni cosa, che i lavoratori ed i pensionati che si vedono ogni giorno negare qualcosa di più, tornassero o cominciassero a credere che la debolezza di ciascuno può tornare ad essere una grande forza se si unisce a quella degli altri.

Per questo ti chiediamo di aderire a Rifondazione Comunista, abbiamo bisogno di far crescere il Partito perchè cresca la sua influenza, la sua forza nel difendere i diritti dei lavoratori, dei pensionati, degli studenti, degli sfruttati e degli esclusi essendo ormai chiaro a tutti che nessun altro si pone questo obiettivo.

Si decidi di accettare l'invito ad iscriverti puoi utilizzare l'allegato bollettino di conto corrente postale effettuando un versamento di entità assolutamente libera. In questo caso ti sarà recapitata a domicilio la tessera da un compagno incaricato. Se invece vuoi iscriverti direttamente in Federazione e desideri partecipare alla vita politica del Partito telefona al 552233.

Non è più tempo della critica senza azione. Contro la rassegnazione è il tempo del fare.

La Segreteria Provinciale

INDAGARE SUL TURNOVER

Il tesseramento 1997 si avvia a conclusione. Anche quest'anno ad una sostanziale stabilità del numero degli iscritti e ad un alto numero di reclutati registriamo un elevato numero (circa il 20%) di compagni che non rinnovano la tessera: il turnover. E' necessario a questo punto del cammino organizzativo per la costruzione del Partito di massa avviare uno studio, una riflessione su questo fenomeno. Dobbiamo interrogarci per comprendere le motivazioni che spingono tante compagne e compagni ad aderire al nostro Partito ed altrettanti ad abbandonarlo.

Sono state avanzate numerose ipotesi: scarso coinvolgimento dei compagni nelle nostre strutture, litigiosità nei Circoli, inadeguata organizzazione, una troppo siperficiale cultura politica del tesseramento, vissuto troppo spesso come un semplice evento burocratico che si presenta ogni anno e che "distoglie" compagni dei circoli alle attività e all'iniziativa politica. Ipotesi spesso non supportate da uno studio "scientifico". Per far ciò è opportuno elaborare dei dati, dei numeri e tradurre questi numeri in analisi politiche. Ma chi sono questi compagni che tanto facilmente entrano nel nostro Partito e altrettanto facilmente ne escono, qual'è l'età anagrafica, quale la composizione sociale, il loro grado di istruzione? Tutte informazioni queste che analizzate attentamente ci possono aiutare a dare delle risposte.

I MANCATI RINNOVI

L'età
ETA' 1993 1994 1995 1996 1997
% % % % %
min 30 17520.6 23720.0 15418.6 21829.5 26326.8
30-40 22025.9 28423.9 20024.1 15120.4 25125.6
41-50 14316.8 20917.6 16019.2 14419.5 18218.5
51-60 14817.4 21217.9 13115.8 10113.6 13413.6
mag 60 16119.0 24520.6 18522.3 12617.0 15215.5
media 44.8 45.5 46.2 42.5 41.7
Il grado di istruzione
GRADO ISTRUZ. 1993 1994 1995 1996 1997
Lic. Elem. 21025.4 30626.4 16620.9 10414.3 14615.2
Lic. Media 27232.9 31627.3 18723.6 20828.5 26827.9
Diploma 27533.3 41836.1 32841.4 33245.5 42744.4
Laurea 698.4 11910.2 11214.1 8511.7 12012.5
La condizione lavorativa
POSIZIONE 1993% 1994% 1995% 1996% 1997%
Occupato 48960.0 72157.8 50157.7 39753.4 52254.6
Disoccupato 9211.3 1088.6 637.2 567.5 626.5
Pensionato 16620.4 25820.7 17520.2 12016.1 14415.1
Studente 627.6 877.0 9210.6 14619.6 19220.1
Casalinga 60.7 745.9 374.3 253.4 353.7

Dalla fondazione del nostro Partito sono transitati per la Federazione di Roma 10.138 compagni, molto più del doppio degli attuali iscritti (4.121); di questi 1.591 sono compagni iscritti per un solo anno.

Anni Mancati rinnovi di nuovi iscritti dell'anno precedente %
199341532
199424436
199524232
199625032
199744049

Da questa tabella emergono due dati significativi: il primo è l'elevata percentuale del turnover rapido e cioè di quei compagni che si iscrivono per un anno e l'anno successivo abbandonano il Partito. Il secondo dato che emerge è che si può parlare di un effetto Congresso, infatti nel '94 e nel '97 (anni successivi agli anni in cui si sono svolti i Congressi nazionali) la percentuale degli abbandoni è significativamente più alta. Sono stati consegnati ai responsabili di organizzazione o del tesseramento dei circoli i tabulati nominativi dei mancati rinnovi dell'anno 1997 con la richiesta di fornire le motivazioni in loro possesso del mancato rinnovo. Questo dato, se pur ancora incompleto, fornisce lo spaccato che è riportato nella tabella seguente:

Motivo del rifiuto%
Deceduti5.0
Trasferiti fuori Roma12.5
Motivi politici7.5
Motivi personali6.0
Rifiuti dei circoli9.0
Introvabili7.5
Sconosciuti al responsabile29.5
Da contattare23.0

Da questi dati emerge con grande evidenza (il 60% del totale rientra nelle categorie degli introvabili, sconosciuti ai responsabili organizzativi o ancora da contattare) che i motivi del mancato rinnovo sono da attribuire in gran parte a difetti organizzativi, ad un'errata impostazione del tesseramento lasciato il più delle volte alla buona volontà di un solo compagno, all'assenza di uno stretto rapporto tra il circolo e i propri iscritti (il rapporto con l'iscritto è lasciato al compagno "titolare" della tessera).

Da tutto ciò e dalla bassa percentuale dei non rinnovi per motivi di dissenzi con la linea politica (7,5%) credo che si possano trovare soluzioni adeguate a ridurre in maniera assai consistente questo fenomeno. Si può iniziare, ad esempio, già nella campagna tesseramento 1998, ad impegnare tutti i gruppi dirigenti dei circoli nel rinnovo delle tessere, ad organizzare riunioni specifiche per chi si avvicina per la prima volta al Partito, a coinvolgere maggiormente tutti gli iscritti facendoli partecipare più attivamente alle decisioni ed alla vita collettiva del Circolo. Credo che questo insieme ad altre soluzioni, possa rappresentare un primo passo, un primo tentativo per contribuire a ridimensionare notevolmente questo fenomeno del turnover ed avviare correttivi a tutti i livelli per adeguare il nostro assetto organizzativo alle esigenze proprie della costruzione di un reale Partito di massa.

Mario Grignoli
Resp. Tesseramento
Fed. di Roma

Convegno internazionale

GRAMSCI E LA RIVOLUZIONE IN OCCIDENTE

Torino 4 - 6 dicembre 1997
Aula Magna dell'Istituto Avogadro - Via Rossini, 18

4 dicembre
Coordinamento dei lavori: Pietro Marcenaro

5 dicembre

La "ricognizione del terreno"
Coordinamento dei lavori: Giorgio Baratta

Il caso italia
Coordinamento dei lavori: Gastone Cottino

6 dicembre

Strategia della rivoluzione in Occidente
Coordinamento dei lavori: Luigi Pestalozza

Gramsci al tramonto del secolo
Coordinamento dei lavori: Renato Zangheri

Direzione Nazionale del PRC - Dip. nazionale Scuola e Cultura in collaborazione con l'Associazione culturale "Sotto la Mole"

18-11-97