V Congresso Nazionale PRC
INCHIESTA: PROPOSTE DI LAVORO
a cura del Gruppo Nazionale Inchiesta
1.
Il gruppo inchiesta intende riorganizzare il suo lavoro attorno a due "filoni" principali, che corrispondono a una scelta di priorità politica:
a) il lavoro di inchiesta sul partito;
b)le inchieste sulle "nuove figure del lavoro", e più in generale sul contesto di crescente flessibilità/precarizzazione in cui il lavoro viene a trovarsi.
Questa scelta di priorità non impedisce, ovviamente, che il gruppo continui a rispondere - come ha fatto sinora - a specifici "bisogni di inchiesta" locali, che riguardano altri argomenti. Significa però che, sui due "filoni prioritatri", il gruppo si muoverà per promuovere attivamente inchieste, per collegare e confrontare inchieste esistenti.
Vediamo un po' più da vicino le ragioni della "priorità strategica" assegnata a queste due tematiche.
2.
La scelta di concentrare l'attenzione sulla nuova configurazione del mondo del lavoro, legata ai processi di flessibilità e de-regolazione che si collegano alla "globalizzazione neo-liberista" dovrebbe essere ovvia e chiara a tutti. Le stesse tesi congressuali, così come gli interventi del segretario del partito, sottolineando la funzione centrale del lavoro di inchiesta nel ricostruire una critica delle nuove forme del modo di produzione capitalistico, a partire - appunto - da una conoscenza concreta e da un'analisi delle nuove forme che assume i lavoro alienato.
Tutto ciò non significa certo che il compito sia facile. Il lavoro di inchiesta sviluppato dal partito in questi anni ha toccato in misura crescente i temi del lavoro atipico e della flessibilità / precarietà: ma, finora, in modo abbastanza frammentario e "descrittivo". Si tratta ora di passare a un'indagine più sistematica e organizzata, con un duplice scopo: da un lato, quello si produrre un materiale che sia più direttamente utilizzabile "sul piano teorico", per costruire una "mappa analitica" delle nuove forme che assume il rapporto di sfruttamento; dall'altro, quello di far sì che l'inchiesta contribuisca più direttamente a un lavoro di organizzazione e collegamento delle vecchie e nuove figure dello sfruttamento.
3.
Per quanto riguarda il lavoro d'inchiesta sul partito, ci sembra che esso diventi particolarmente necessario oggi, quando all'ordine del giorno sono, insieme, un profondo rinnovamento/trasformazione del partito e lo sviluppo del suo rapporto con i movimenti.
In questa prospettiva, si profilano due rischi opposti.
Da un lato, c'è il rischio di una visione dogmatica che sottolinei il "primato del Partito" (si vedano ad es. varie risposte "all'inchiesta Internet" pubblicata su questo numero del bollettino), dimenticando tra l'altro qual'è l'attuale realtà concreta del partito, il suo funzionamento reale, che lo rendono spesso incapace anche di sviluppare adeguatamente il lavoro politici "tradizionale".
Dall'altro c'è il rischio di una "fuga in avanti" che, proiettandosi tutta sul rapporto con i movimenti, dimentichi che questo rapporto presuppone due soggetti, da u lato il movimento, dall'altro un partito in grado (culturalmente o organizzativamente) di rapportarsi col movimento, si "offrirgli" e proporgli qualcosa di utile e interessante per i movimenti stessi. E il partito, così com'è oggi, è in grado solo in minima parte di svolgere questo ruolo.
Sono due rischi legati a visioni diverse, e per certi versi opposte, ma possono nei fatti portare ambedue a un esito "conservatore", quello di lasciare il partito così com'è. Ma l'esperienza di tutti i compagni, oltre a quel poco di inchiesta finora sviluppato, mostra che "così com'è" il partito è destinato a un processo di (lento o rapido) deperimento.
Il problema invece è quello di domandarsi quali trasformazioni sono necessarie (in termini organizzativi ma anche politico-culturali) perché il partito sia uno strumento efficace di rapporto con la realtà sociale, e su questa base costruisca un fecondo rapporto con i movimenti. Detto in altri termini: il partito si "affaccia" sul territorio dei movimenti avendo come risorsa-chiave le decine di migliaia di compagni di cui è composto; ma per ora gran parte di questa risorsa rimane "allo stato potenziale", perché il modo in cui il partito funziona non è in grado di mobilitalra/utilizzarla se non parzialmente e saltuariamente. L'inchiesta ovviamente non offre "ricette" o soluzioni pronte, ma fornisce gli elementi di conoscenza indispensabili per affrontare il problema.
4.
Questo numero del Bollettino d'Inchiesta è, appunto, centrato sul problema del partito. Esso comprende sue "rapporti d'inchiesta" di notevole impegno.
Il primo riguarda il questionario che (su sollecitazione della segreteria nazionale) abbiamo "proposto su Internet" a iscritti e non-iscritti, per sollecitare le loro opinioni sui documenti pre-congressuali e, più in generale, le loro aspettative rispetto al PRC e la loro visione del rapporto tra PRC e movimento.
Il secondo è un rapporto di sintesi sull'inchiesta svolta tra i circoli della Federazione PRC di Torino: un'inchiesta che seguiva le schema a suo tempo proposto dal Dipartimento e Organizzazione nazionale, e che questo approvò senza però mai avviarne la realizzazione. L'esperienza di Torino ha confermato l'utilità di questo tipo di inchiesta, e quindi intendiamo proporla in tutte le Federazioni che sono disponibili a dove esista un nucleo (anche piccolo) di compagni/e disposti a lavorarci. Intendiamo cioè "organizzare dal basso" quello che non è stato organizzato dal centro.
Ma questi due rapporti di inchiesta non esauriscono il "sommario" del bollettino. Ad essi si aggiunge infatti un'inchiesta condotta dal "gruppo lavoro" del Bologna Social Forum sulla composizione sociale e condizione lavorativa dei militanti del Social Forum a Bologna.
Anche la pubblicazione di quest'inchiesta corrisponde a una scelta politica: il movimento non è un'"entità ideale", definita solo dalle sue parole d'ordine generali, ma è composto di persone in carne ed ossa, con una loro collocazione sociale, con i problemi che ne derivano. la costruzione di un movimento capace di "durare" dipende anche (non certo unicamente) da questi aspetti. Non a caso, i compagni di Bologna partono da questa inchiesta per individuare problemi, limiti e possibili linee di iniziativa in proposito