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AEREOPORTO INTERCONTINENTALE "LEONARDO DA VINCI" - FIUMICINO DALL'INCHIESTA AL PROGETTO Dal progetto al movimento di Vittorio Mantelli - Responsabile Inchiesta PRC - Roma
Nel Novembre del 2000 concludemmo l'inchiesta in aeroporto con un iniziativa pubblica.Alla presentazione del lavoro di inchiesta svoltasi in un cinema di Fiumicino paese parteciparono il segr. F. Bertinotti l'allora ministro del lavoro C.Salvi, il sindaco di Fiumicino G. Bozzetto, forze politiche e sindacali. L'iniziativa fu partecipata da circa 1200 persone in quell'occasione il comitato per la difesa del lavoro a Fiumicino, propose insieme al PRC l'avvio di un confronto che portasse alla costruzione di un " laboratorio politico-sociale". Nel febbraio del 2001 infatti, ci fu la prima assemblea costituente del laboratorio politico-sociale del quadrante ovest dell'area metropolitana di Roma. Perché un laboratorio politico-sociale? Perché partendo dall'inchiesta politica in aeroporto,abbiamo verificato nei fatti come oggi in una fase post-fordista, non c'e' un solo luogo dove ricomporre su un terreno vertenziale un grande numero di lavoratori anche se concentrati in 32.000 unita come al Leonardo da Vinci. La difficoltà è data innanzitutto dalla divisione generazionale di "giovani/precari e Fissi/anziani e all'interno dei primi da 4 livelli salariali di ingressso differenti. L'esternalizzazioni, l'outsourcing, l'outplacement hanno trasferito anche i lavori che richiedono saperi specifici,dalle aziende maggiori per esempio la gestione dei dati dall'Alitalia alle software-house presenti sul territorio che a loro volta consegnano il lavoro a domicilio a giovani diplomati… ecc. Il lavoro per questi giovani è tale che tempi di lavoro e non lavoro si susseguono senza soluzione di continuità la loro giornata lavorativa si dipana su tutte le 24 ore.Lavoro e territorio diventano un "unico" e tanto più si sale nella "gerarchia dei lavori" tanto più la catena del valore si estende sul territorio. Per affrontare una realtà cosi disgregante nei soggetti, nei"luoghi", nei "tempi" abbiamo bisogno di un laboratorio dove sperimentare PRATICHE con cui ricomporre-ricostruire un FILO ROSSO che attraversi questa complessità Laboratorio politico-sociale perché una realtà così sfaccettata va affrontata attraverso una sperimentazione sul campo come in un laboratorio appunto. Laboratorio costituito da un collettivo d'identità plurale politico/sociale. Laboratorio politico/sociale perché il sistema di vita sociale è tale che anche se il lavoro. Rimane una componente essenziale della modernità,. Oggi la condizione del lavoro è cosi atomizzata, cosi individuale (fino appunto al contratto individuale di Maroni nel "libro bianco" ) che questa condizione ha interrotto la possibilità di riconoscersi come uguali, per cui un processo di ricomposizione ovvero la possibilità di riconoscersi "come classe per sé" non è data se prima non riusciamo a immaginare , sperimentare, nella complessità di un area metropolitana percorsi per ricostruire un intervento di massa sul lavoro che sappia legare: globale /locale. L'orizzonte è la ricostruzione del legame sociale, una relazione consapevole tra lavoratori. Legame sociale come base per arrivare ad un'unione tra fissi e precari, per riscrivere lo statuto dei lavoratori partendo da una griglia di diritti minimi. Su questo primo passo il laboratorio ha pensato di costruire un'iniziativa " la marcia per il lavoro stabile ed il salario sociale". Il laboratorio ha voluto cioè raccogliere la sfida del Presidente della Confindustria del Lazio, dott. Elia Valori, che nel marzo del 2001 sul Sole 24 ore dichiarava "…occorre costruire nel quadrante ovest dell'area metropolitana della capitale un distretto di lavoratori precari per aumentare la competitività ...". Il 21 giugno 2001 si svolse effettivamente la marcia per il lavoro stabile ed il salario sociale a cui aderirono 40 associazioni territoriali, CGIL, CISl, UIL, SULTA e che vide alla testa il Sindaco di Fiumicino (DS). La marcia è stata il punto di partenza per arrivare alla convocazione per l'ottobre del 2002 di una conferenza programmatica economico-sociale del quadrante ovest dell'area metropolitana di Roma che attraverso il modello partecipativo realizzi la ricostruzione di una programmazione di intervento nel lavoro, dentro l'orizzonte di uno sviluppo sostenibile, partendo da un elemento strategico come quello della formazione permanente (dal manifesto di convocazione della marcia). Quindi l'elemento della sperimentazione come approccio alla realtà.L'inchiesta politica come modalità di intervento. Il laboratorio politico-sociale come organismo di massa per affrontare la complessità dell'area metropolitana. La programmazione come idea forza da impiegare contro e sugli effetti delle politiche liberiste per ripartire nelle nuove condizioni.
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