Una giornata di lotta per costruire un movimento dei lavoratori precari

La crescente espansione del lavoro precario e il permanere di alti livelli di disoccupazione reale, frutto delle politiche liberiste messe in atto da anni a livello nazionale e internazionale, fanno precipitare settori sempre più ampi della nostra società, non esclusi i lavoratori cosiddetti "garantiti", in una condizione di instabilità sociale e assenza di garanzie e di diritti. Ormai almeno un lavoratore su tre in Italia è precario o lavora al nero. Inoltre, il moltiplicarsi di nuove forme contrattuali (dalle collaborazioni coordinate e continuative, al lavoro interinale, ai lavori a partita IVA), la crescente segmentazione del lavoro dipendente e la frantumazione delle forme giuridiche del lavoro,  rendono sempre più difficile per noi lavoratori precari la possibilità di darci delle forme di autotutela. Come se questo non bastasse, il Libro Bianco del governo di centro-destra sul mercato del lavoro, ponendosi l'obiettivo di generalizzare la precarietà, attacca i diritti e la capacità contrattuale di tutto il mondo del lavoro, proponendo, con la modifica dell'articolo 18, la libertà di licenziamento per tutti.
Precariato significa l'impossibilità di progettare la propria vita, l'impossibilità di disporre del proprio tempo, la mancanza dei diritti e delle tutele sociali, conquistati dal movimento dei lavoratori nel '900, la difficoltà di accesso al reddito, una condizione semi-servile, imposta dai processi di deregolamentazione del mercato del lavoro e da una "modernizzazione" capitalistica, finalizzata a consolidare l'egemonia culturale dei modelli imprenditoriali.. Per questo motivo riteniamo necessaria la costruzione di un forte movimento dei lavoratori precari, a partire dalla valorizzazione e dalla messa in rete di  tutte quelle esperienze di base, dalle camere del lavoro e del non lavoro,  alle vertenzialità esemplari(dagli LSU, ai precari della scuola, agli interinali dei call center) ancora poco diffuse e assolutamente frammentate e disperse sui territori.Riteniamo che sia giunto il momento di lanciare un segnale visibile sul piano nazionale, coordinando le nostre mobilitazioni, nell'ottica di rilanciare un'iniziativa efficace sul terreno del conflitto tra capitale e lavoro e della ricomposizione sociale della soggettività del lavoro stesso.
Per una giornata di lotta al precariato e al Libro Bianco, da realizzarsi nei primi mesi del 2002,  durante la quale, nelle diverse realtà italiane, possano essere lanciate iniziative di lotta, presidi, manifestazioni, momenti seminariali e iniziative di disobbedienza sociale su questo tema, una giornata in cui tutti i precari indossino un segno di riconoscimento (un nastro colorato o qualcosa di simile) da concordare, che gli dia la possibilità di riconoscersi, di farsi riconoscere e di uscire dall'invisibilità sociale.
Invitiamo le organizzazioni di lavoratori precari, le forze sindacali, le forze politiche della sinistra, i forum sociali e qualsiasi altro soggetto individuale e collettivo che sposi la causa della lotta dei lavoratori precari ad aderire a questo appello e a partecipare alla definizione e costruzione di questa giornata di lotta nazionale.


Coordinamento nazionale precari PRC

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