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LAVORO PRECARIO:LETTERA APERTA AL MOVIMENTO ED AI COMPAGNI DELLA FIOM
Questa "lettera aperta" nasce dall'incontro su "Precariato e Lavori Atipici" svoltosi a Bologna sabato 6 ottobre 2001.
Siamo Compagne e Compagni che abbiamo partecipato a una riunione nazionale sulle varie forme di lavoro precario, indetta da Rifondazione Comunista.Proponiamo che, in occasione dell'incontro nazionale dei Social Forum che si terrà a Firenze, uno dei gruppi di discussione dia dedicato ai problemi del lavoro, e in particolare alle varie forme, vecchie e nuove, di lavoro precario che stanno proliferando, in Italia come in tutti gli altri paesi. Proponiamo anche che questo tema dia oggetto di attenzione specifica nei vari Social Forum locali. La proposta non deriva da uno schema ideologico "tradizionale" che pone la classe operaia al centro di tutto; tanto meno deriva da una qualche "ideologia del lavoro" che veda nel lavoro l'unica forma di realizzazione della propria vita.Al di là di queste ideologie, resta il fatto che il lavoro incide profondamente sulla vita e sulle prospettive dei giovani: la mancanza di lavoro preclude la possibilità di costruirsi un futuro, l'avere un lavoro precario o lavorare in condizioni prive di alcuni diritti fondamentali incide altrettanto negativamente sulla vita di un individuo.Ora, tutto questo ha molto a che vedere con i processi di globalizzazione in atto: tra la globalizzazione e la crescente precarietà del lavoro (spesso chiamata "flessibilità") c'è un rapporto stretto. Lo sviluppo di lotte sui problemi del lavoro, contro la precarietà e per lo sviluppo di diritti universali del lavoro, è un terreno importante per un movimento che non accetta la globalizzazione come una "fatalità" a cui non ci si può opporre (o al massimo si tratta di aspettare che "entri in crisi da sola"), ma vuole qui ed ora lottare per cambiare le cose, a tutti i livelli, da quello locale a quello nazionale a quello internazionale.Non è un caso che, fin da Seattle e poi anche qui in Italia, si siano sviluppati rapporti tra il movimento e i settori più aperti e sensibili del movimento sindacale. In questo quadro, ci sembra tra l'altro importante che, così come a Genova c'è stata un'importante presenza della FIOM e di altri settori del sindacato, lo sciopero dei metalmeccanici previsto per il 16 novembre veda una grande partecipazione del movimento, visto che il suo significato va ben al di là degli aspetti strettamente contrattuali. Su tutto questo ci sembra importante discutere nella riunione di Firenze.
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