*Franco Giordano
*Sono due congressi che abbiamo depositato il processo di Rifondazione comunista nella critica teorica e sociale alla globalizzazione capitalistica. La nostra ricerca che deve andare avanti liberamente non può dunque tornare indietro dallelaborazione compiuta e consolidata su questi temi perché essa ha ispirato non solo la nostra iniziativa internazionale e pacifista ma anche la quotidiana politica nazionale. La morfologia dei poteri della struttura finanziaria, le modalità produttive globali dentro un processo di competizione mondializzato determinano infatti una progressiva perdita di funzioni dello stato nazionale e devono indurci a fare nostra la critica che tanti giovani, lavoratori, forze sociali e culturali stanno producendo da Seattle in poi alle nuove forme di governo del mondo, nessuna delle quali legittimata democraticamente. Non può essere dunque la geo-politica ad ispirare la nostra iniziativa anche perché è evidente che sono in atto processi di integrazione dentro lo scenario globalizzato perfino dei paesi, come la Cina che dovrebbero essere il cosiddetto punto di riferimento di scenari alternativi ed antagonisti allegemonia americana. La constatazione di questa politica deve renderci promotori di uniniziativa a tutto campo nel mondo e di provare a costruire un modello sociale alternativo a quello del liberismo e di usare la critica della contraddizione di classe come terreno di collocazione permanente in Europa.
*Franco Grisolia
*Le due posizioni su cui si è aperto questo dibattito pur molto diverse tra loro sono accomunate a negativo, a mio giudizio, dalla mancanza della prospettiva della rivoluzione socialista come programma fondamentale dei comunisti, rispetto alla crisi sociale del mondo capitalistico. Il compagno Sorini utilizza alcune importanti categorie marxiste, ma la sua proposta politica è quella di un blocco politico con forze nazionalborghesi, con quelle che hanno restaurato il capitalismo in Urss e con la burocrazia che lo sta restaurando in Cina. Ciò che nega completamente lindipendenza del proletariato e la concezione marxista della lotta di classe come motore della storia. La posizione del compagno Mantovani, pur cercando un vago riferimento alla dimensione di classe, assolutizzando alcuni aspetti della realtà elabora una visione generale ("globalizzazione del nuovo capitalismo") che si traduce in una proposta politica minimalistico-movimentista di natura riformista. E necessario invece, comprendere la situazione di crisi sociale del capitale, le basi della sua offensiva contro le masse su scala planetaria; la tendenza di queste ultime, dopo le grandi sconfitte degli ultimi decenni, a reagire; ma i grandi limiti di queste reazioni, in larga misura a causa dellassenza di una direzione rivoluzionaria. Per questo ritengo che il Prc debba individuare nella prospettiva della presa del potere da parte della classe e della transizione al socialismo lobiettivo storico tuttora valido per comunisti e, a tal fine, agire per la ricostruzione di un internazionale operaia basata sulla tradizione del marxismo rivoluzionario. Tradizione che non può che inglobare la strategia lenista, la rivoluzione dOttobre e la lotta contro la sua degenerazione e lo stalinismo. Si tratta quindi, a mio giudizio, di lavorare, fuori da ogni visione "ideologica" o di tradizione e provenienza, per rifondare la IV internazionale.
*Gigi Malabarba
*UnInternazionale dei movimenti sociali è nata a Ginevra: Porto Alegre sarà la sua capitale e Attac il suo cuore organizzativo. E lembrione di un nuovo movimento operaio - femminista, ambientalista, multietnico e internazionalista - che dispone di una piattaforma sociale e politica antiliberista condivisa e che dobbiamo aiutare a crescere e a qualificare in senso anticapitalistico. Una condizione quindi più matura di quella pur straordinaria determinata dalla sollevazione zapatista e dai suoi primi incontri "intergalattici". E, per la prima volta, senza essere espressione di una specifica lotta-guida. Quella di Rc è un ruolo chiave nello scenario europeo alla vigilia della promulgazione della Costituzione dellUe. La battaglia per linserimento dei diritti sociali nella carta fondamentale (osteggiata dalla destra, da Blair, ma finora anche da Jospin) e limpegno nella costruzione dei movimenti di lotta per le 35 ore, uno Smic europeo e dignitose condizioni di welfare per tutte e tutti sono anche i parametri su cui fondare il progetto di una formazione politica europea. A garantirne i connotati di classe e rivoluzionari non basteranno quindi le simbologie comuniste, troppe volte copertura di politiche subalterne al capitalismo, perché incapaci tra laltro di misurarsi con i processi di globalizzazione capitalistica. Il 7 dicembre a Nizza, ancor più che a Praga a fine settembre, siamo chiamati a dispiegare il massimo di mobilitazione del partito, dei settori sindacali e dei movimenti giovanili per lEuropa sociale.
*Franco Turigliatto
*Il dibattito di oggi deve essere linizio di un approfondimento per un più organico orientamento sulle questioni internazionali e una pratica politica coerente, recuperando i ritardi accumulati. Ritengo inadeguate alcune parti analitiche del testo, condivido invece lispirazione di fondo e le proposte politiche avanzate, per cui esprimerò un voto favorevole. Credo che lanalisi del governo unipolare e del ruolo degli stati sia troppo semplificata e non siano adeguatamente segnalate le contraddizioni interne al processo della mondializzazione. E necessario inoltre collocare gli effetti dirompenti della globalizzazione sul movimento dei lavoratori (specie per quanto ci riguarda da vicino, in Europa) dentro una valutazione dello scontro di classe negli ultimi venti anni, prendendo in considerazione anche quale sia stato loperato delle forze politiche e sindacali. E ancora comprendere fino in fondo come i meccanismi della globalizzazione e delle politiche neoliberali siano stati costruiti da azioni precise dei governi e degli stati europei da Maastricht al patto di stabilità di Amsterdam. Non condivido le posizioni di quei compagni che sperano di uscire dai rapporti di forza dati negativi attraverso lazione di alcuni stati e la loro convergenza. Non solo è una posizione del tutto utopistica, ma non tiene conto delle politiche concrete di queste entità statali e soprattutto che i loro gruppi dirigenti hanno il più delle volte una politica di attacco alle condizioni di vita delle masse e di repressione violenta dei movimenti popolari. Si tratta invece, come espresso nel testo, di costruire una linea politica che parta dalle contraddizioni di classe e sociali puntando a costruire esperienze di lotte e di movimenti di massa alternativi alle politiche neoliberali. Oggi le esperienze già accumulate, da Seattle a Ginevra, ci dicono che questi obiettivi stanno già nella coscienza e nella pratica di ampi settori e che dobbiamo darci tutti gli strumenti necessari per farli avanzare. Un nuovo internazionalismo capace di reggere la sfida dellavversario di classe, comincia a delinearsi, anche se è ancora embrionale. Rifondazione deve essere in prima fila per costruirlo. |