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Direzione nazionale 18 febbraio 2026

Ezio Locatelli

Per prima cosa mi sembra del tutto incongruente, fuori da ogni logica, la proposta di fare due votazioni separate, una sul bilancio preventivo, l'altra sul documento di autofinanziamento del Partito stante il fatto che i due documenti, per le misure contenute, sono strettamente intrecciati. Ma tant'è. E' chiaro e evidente a tutte/i che siamo in presenza di una situazione del partito pesante che in gran parte sta al di fuori dalle nostre responsabilità. E' il derivato di debiti pregressi cui siamo impegnati a far fronte da molto tempo. La nostra responsabilità sta nelle risposte politiche che diamo ad una situazione straordinaria, emergenziale. Beh, come viene detto nella relazione dei revisori dei conti, siamo in presenza di un bilancio ordinario a fronte di una situazione straordinaria. Manca un piano organico di autofinanziamento rivolto prioritariamente all'esterno, correlato al rilancio della iniziativa politica.

Questo è il limite di questo bilancio e di un piano di autofinanziamento rivolto per lo più a torchiare i Circoli, le Federazioni senza riguardo per le difficoltà, i problemi che ci sono a questo livello di funzionamento del partito. Non si solleva il partito istituendo delle gabelle, drenando le poche risorse disponibili per lo svolgimento delle attività politiche nei territori. In particolare sono contrarissimo all'innalzamento a 15 euro della quota tessera dovuta al nazionale. Lo ero nel mio ruolo precedente di responsabile organizzativo, lo sono ancor oggi. Questo innalzamento rischia di essere la cura che ammazza il malato. Cosa rimane ai territori? Quanto dobbiamo fare pagare ai precari, ai migranti, a chi ha la pensione minima, ai proletari che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese? Noi siamo un partito comunista, non un partito radicale. Trovo assurda, incommentabile la proposta avanzata nell'intervento di Mantovani che mi ha preceduto – proposta che spero non venga raccolta - di rendere obbligatorio per ogni iscritto/a il versamento aggiuntivo di un Rid quale condizione per partecipare alle consultazioni interne al partito.

Ma scherziamo? Questo modo di procedere crea più problemi che soluzioni. Su tutto ciò non voglio caricare di troppe responsabilità il nuovo tesoriere che si trova a far fronte a problemi che vanno oltre le sue possibilità. Penso che prima ancora c'è una responsabilità di ordine politico. Posso dire a ragion veduta, alla luce della mia personale esperienza e di risultati alla mano, che la prima condizione basilare di sostenibilità economica di un partito sta nella sua gestione politica, in una gestione unitaria, partecipata, di buon funzionamento politico, di rilancio dell'iniziativa e del suo radicamento politico, tale da produrre una attivazione e una motivazione generalizzata delle iscritte e degli iscritti. Una condizione che a noi manca. C'è una gestione politica monocratica, da partito leggero che ha scelto di mettere ai margini metà partito,competenze e risorse che sarebbero alquanto necessarie per affrontare i problemi che ci sono. E' evidente che senza questo livello di coinvolgimento, di partecipazione, di rilancio dell'iniziativa, solo con i richiami d'ordine, non si va da nessuna parte. Il partito va certamente sostenuto ma una parte delle proposte che vengono avanzate sono inadeguate se non addirittura controproducenti come l'aumento della quota tessera.

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