Concordo con l’analisi del voto contenuta nella relazione del Segretario. Vorrei porre l’accento sulla eccezionalità rappresentata dall’affermazione come primo partito nel paese di una forza che non ha mai fatto i conti con la sua origine fascista. Ciò significa anche che molti elettori considerano il fascismo come un’esperienza conclusa e ciò è tanto più grave nel momento in cui si segnala una recrudescenza del neofascismo. Per questo dobbiamo porre attenzione all’uso che potrebbe essere fatto del centenario della marcia su Roma. A maggior ragione il nostro impegno antifascista deve diventare centrale, in particolare per le minacce che gravano sulla Costituzione che va difesa dai tentativi di stravolgerla. Tornando a noi, il risultato di Unione Popolare è stato insufficiente e non possiamo cavarcela cercando giustificazioni nella legge elettorale o nei tempi troppo stretti della campagna elettorale. Date le sconfitte accumulate negli ultimi 15 anni nelle elezioni politiche, è d’obbligo cambiare il nostro modo di affrontare i momenti elettorali. Quattro anni fa PaP non esisteva, oggi è diventato un partito in concorrenza con Rifondazione Comunista. Non vorrei che una cosa simile si producesse con Unione Popolare. A questo punto, che Unione Popolare non debba essere archiviata tout court è comprensibile, ma occorre chiarire la proposta che intendiamo mettere in campo. Intendiamo dare continuità a Unione Popolare come alleanza, considerandola come primo raggruppamento di una sinistra alternativa, o stiamo pensando a un nuovo soggetto politico destinato ad assorbire Rifondazione Comunista? È questa seconda prospettiva che spaventa molti nostri compagni. De Magistris ha parlato di un congresso fondativo, ma questa proposta è insostenibile per le differenze presenti in Unione Popolare e perché un nuovo soggetto strutturato vanificherebbe i tentativi di allargare il campo della sinistra antiliberista. Giusto che Ferrero richiami al fatto che manca una nostra proposta chiara. Dimentica di dire che purtroppo è un vizio che abbiamo da tempo e cioè da quando abbiamo puntato, in modo confuso e poco meditato, sulla costruzione di un nuovo soggetto della sinistra.

Rita Scapinelli

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