| La relazione del Segretario è condivisibile, ma per la sua caratteristica prevalentemente di commento non è adatta a orientare il dibattito e a rendere operativa questa Direzione, il più alto degli organismi del Partito, restituendole capacità e responsabilità di direzione collettiva. Ci separano 10 giorni dalle elezioni, doveva essere immediata la riunione dei gruppi dirigenti e la loro presa di parola. Il silenzio dopo una grave sconfitta elettorale, genera disorientamento e immobilismo, invece il Partito deve subito intervenire nei punti dirimenti del conflitto sociale e politico. 1) Va fermata la guerra, dietro la quale agiscono protagonisti e interessi molteplici che mirano a prolungarla a pretendere una totale vittoria e minacciano l’ uso di armi nucleari. Formiamo ovunque Comitati per la pace, contro le sanzioni, e l’invio di armi, per la trattativa, per la uscita dell’Italia dalla Nato, per lo smantellamento delle basi militari sul nostro territorio. Promuoviamo una grande manifestazione nazionale contro la guerra 2) la economia di guerra: inflazione, recessione, chiusura di aziende, disoccupazione, difficoltà a pagare luce e gas; organizziamo la protesta e la autoriduzione delle bollette; nei luoghi di lavoro: agiamo la conflittualità dei lavoratori per pretendere salario, diritti, stabilità 3) Non abbandoniamo i 400.000 elettori ed elettrici. Non procediamo con forzature organizzative. Costruiamo U.P in modo democratico e inclusivo; U.P non sia solo la somma fra organizzazioni politiche, ma una casa aperta a chi si oppone al neoliberismo, a chi vuol fare solidarietà, a chi vuole apprendere e costruire saperi critici, non per fondare un partito nuovo, ma una grande organizzazione plurale popolare e di massa. Per prepararci tutti e tutte a questo compito nuovo e concreto facciamo bene la conferenza di organizzazione. Giovanna Capelli
|