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CPN 8 - 9 ottobre 2026

Roberto Villani

Compagne e compagni,
le divergenze in questo CPN non sono una novità. Ne discutiamo da mesi in ogni organismo ma il confronto resta bloccato e sempre più aspro.
La maggioranza usa sempre più spesso il Collegio di Garanzia come strumento politico e di minaccia, come ricordato ieri dai compagni Fraleone e Grondona, e come sappiamo ha rifiutato la consultazione interna richiesta da oltre 2200 compagni, che chiedevano di dar voce alla base su un tema importante come la collocazione politica.
È una situazione che ci sta portando ad una spaccatura sempre più profonda.
Ho ascoltato la relazione di Maurizio e gli interventi dei compagni di maggioranza. Il Segretario ci dice che il fascismo cresce nel mondo e che, per fermarlo, dobbiamo allearci col centrosinistra. Altri compagni del Doc 1 hanno rincarato la dose: dicendo che con la costruzione di una sinistra di alternativa saremmo isolati, ininfluenti e faremmo vincere le destre.
Un analisi a mio parere, storicamente e politicamente sbagliata.
La destra in Italia, ma anche in altre parti del mondo, non è cresciuta dal nulla, Ma si è sviluppata grazie alle macerie sociali lasciate proprio dai precedenti governi di centrosinistra! Perchè è il centrosinistra che ha precarizzato il lavoro, distrutto la sanità e tradito la Costituzione. Pensare di sconfiggere le destre alleandosi con chi ha spalancato loro le porte con l'austerità è follia.
Non sarà la sinistra di classe a far vincere la destra. Sarà invece la subalternità al PD che la renderà imbattibile, perché toglierà ai lavoratori, che oggi perlopiù si astengono, una vera alternativa.
A chi accusa la sinistra di alternativa. di essere "ininfluente" ancora prima di essere realizzata, rispondo e chiedo: che influenza può avere chi entra in Parlamento nascondendo il proprio simbolo e annacquando il proprio programma?
Qualche compagno del Doc 1 (Mantovani) ha detto ieri che l'obiettivo non è SPOSARE il campo largo. È stato detto che vogliamo solo usare le loro liste come strumento elettorale, prendere i seggi e poi fare la nostra battaglia. È stato detto pure che, siccome il centrosinistra ha bisogno dei nostri voti, saranno meno rigidi e non ci chiederanno di firmare programmi condivisi.
Ma si può credere a sta roba? AVS e Cinque Stelle sono organici a una coalizione guidata ed egemonizzata dal Partito Democratico, che in una riunione, proprio ieri ha chiarito di essere l'azionista di maggioranza di questa aggregazione. Accettare i loro posti significa accettare un sub-appalto nel campo largo.
Prima di darci una candidatura, ci chiederanno garanzie. Magari pretenderanno toni bassi sull'invio delle armi, sul Jobs Act, sulla patrimoniale e sulle privatizzazioni. Il fatto che oggi non parlino di programmi comuni non è tolleranza: è strategia. Ammesso che siano realmente interessati alla nostra partecipazione, iè chiaro che, una volta avviato il percorso quando saremo dentro e senza alternative, i rapporti di forza reali determineranno i nostri spazi di libertà.
Entrare così significa accettare il guinzaglio prima ancora di varcare la soglia della Camera.
Alla fine dei giochi diventeremo politicamente inesistenti e irrimediabilmente sputtanati.
Una subalternità in qualche modo favorita dal Melonellum che introduce sbarramenti altissimi e la norma sulle migliaia di firme da raccogliere proprio per liquidare le forze di alternativa.
Ma la soluzione della nostra maggioranza non è "più fattibile", è semplicemente l'autoliquidazione del partito. Il PD formalmente si è opposto al Melonellum, ma poi lo userà come un'arma per liberarsi delle formazioni alla sua sinistra. Se accettiamo questo schema, non saremo nemmeno il clone di AVS: non saremo e basta.
Ha fatto benissimo ieri il compagno Ezio Locatelli a ricordare un dato politico indiscutibile. Questa linea dell'internità al centrosinistra, che oggi la segreteria rivendica a carte scoperte, era stata nascosta e negata durante l'ultimo Congresso Nazionale!
In quel congresso, dove il Documento 1 ha vinto per un soffio, è stato detto e scritto che col PD non ci sarebbero state alleanze. Oggi quel mandato viene ribaltato. Questa è una vera mutazione della linea del partito imposta contro il volere di metà dei suoi dirigenti e senza aver consultato la base preventivamente.
Una mutazione ancor più grave se si considera che la cosiddetta svolta a sinistra del PD si è già sciolta. Il PD difende l'economia di guerra, sostiene le armi e si piega alla NATO e a un'Europa bellicista. Sul terreno economico, usa il salario minimo solo sui media, ma rifiuta di tassare i grandi patrimoni o gli extraprofitti. In Parlamento li abbiamo visti piegarsi sul "disegno di legge sull'antisemitismo" che criminalizza chi scende in piazza contro il genocidio a Gaza. Nei territori dove governano, come a Roma con Gualtieri, la loro linea è quella del l'inceneritore, degli sgomberi, dei favori ai palazzinari.
Tra l'altro con questa ricerca di internismo facciamo un regalo enorme alla destra demagogica di Vannacci, che usa parole d'ordine precise contro la guerra. Se la sinistra, ma anche i 5S o AVS, si accodano al PD nel campo largo, la destra più eversiva diventerà l'unica voce percepita come realmente contraria al conflitto, raccogliendo il consenso dei lavoratori e dei precari che pagano i costi della guerra sui propri salari.
Io vorrei fare una riflessione con voi perchè in Italia c'è una situazione che dovremmo analizzare meglio. L'astensionismo ha superato il 40% e l'affluenza è crollata sotto il 45% alle ultime regionali. Chi non vota più, come stabilito in sondaggi, piuttosto seri, sono i lavoratori e i disoccupati, perché non vedono differenze tra questa destra e il centrosinistra.
Il nostro dovere non è mendicare un posto per paura del Melonellum a chi con noi non c'entra nulla, ma dare rappresentanza a questo blocco sociale escluso, costruendo subito una coalizione alternativa, autonoma e di classe. Se la legge impone lo scoglio delle firme, la risposta non è la sottomissione, ma l'unità della sinistra di alternativa e una mobilitazione popolare straordinaria per raccoglierle, trasformando la campagna elettorale in una grande vertenza di piazza! È difficilissimo? Sì, ma è l'unica strada per esistere con dignità.
Come compagni del Documento 2 consideriamo la costruzione dell'unità della sinistra di alternativa una necessità vitale. E continueremo questo percorso indipendentemente dall'immobilismo della segreteria. Ai tanti compagni del Documento 1 nei territori che non tollerano più queste contraddizioni, chiedo di far sentire la propria voce con coraggio. Il momento di cambiare strada è ora.
So già che nelle conclusioni il Segretario difenderà d'ufficio la sua relazione. Ma sia chiaro: se questo progetto subalterno fallirà definitivamente, la segreteria dovrà assumersene la totale responsabilità politica fino alle conseguenze delle dimissioni. E se questa considerazione naturale verrà presa come una minaccia che mi porterà un'altra volta sul banco degli imputati in garanzia, ben venga
Chiudo con un pensiero di speranza:
Per come la vedo i giochi non sono ancora chiusi e si può ancora invertire la rotta.
Facciamolo, magari dando finalmente la parola alla base per ridare dignità, indipendenza e una prospettiva di classe a Rifondazione Comunista.
Grazie

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