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CPN 8 - 9 ottobre 2026

Stefanella Ravazzi

Partirò dallo stile formale espositivo. Credo che il linguaggio sia significativo di una relazione democratica e paritaria: ogni nostra opposizione dura, decisa, chiara alla linea dirigenziale ha sempre presupposto uno stile forte sostanzialmente corretto, non torvo, minaccioso e colpevolizzante come quello che ha caratterizzato molte/i compagne/i in disaccordo . Vado sui contenuti. Il cs dirigenziale (o al governo o all' opposizione ) ha sempre dichiarato un " falso" sincero antifascismo (anche per non scontentare la base). In realtà e' stata una dovuta adesione simbolica, di apparenza. Esempi : la dinamica ginnastica militare (Casa Pound) sulle colline del Castello di Tortona (negli anni passati), sabato scorso in una piazza pubblica convegni fascisti nelle sale comunali: nessuna condanna da parte delle opposizioni, silenti anche quando erano maggioranza. Siamo intervenuti solo noi della Federazione prc di Alessandria e del circolo tortonese. Quindi la pretesa di fare un fronte comune contro la destra, quando non si è' fatto nulla per combatterla risulta ironico e utopistico. Per quanto riguarda la consultazione, si è offesa la democrazia tutta del partito e si sono denigrate/i compagne e compagni che con correttezza e impegno hanno raccolto le firme. Devono poter decidere. L' opposizione alla guerra armata, al liberismo, al capitalismo, all' atlantismo appare ad ora non solo offuscata e rimossa, ma negata di fronte all' appaiamento, all' accoppiamento (accordo tecnico, intese..) con un fronte comune capitalista, guerrafondaio, liberista, atlantista (con rare eccezioni che non intaccano l' appartenenza al cs). Dobbiamo ricreare un partito puro, senza compromessi al ribasso : la società civile e politica alternativa ci guarda e ci ascolta. L'astensione ci aspetta per cambiare parere, per tornare a votare. Salute universale, sanità e scuola pubbliche sono state progressivamente privatizzate, aziendalizzate, impoverite ;No Tav colpito e militarizzato NoAd indebolito (Titolo V),decreti sicurezza ed espulsivi già attivi da tempo. Lo stato materiale di guerra, accelerato a livello estero (invio armi) è accompagnato da uno stato mentale di guerra, introiettato nella nostra vita quotidiana: guerra contro le donne ( femminicidio ), contro la natura umana e non umana ( biocidio, ecocidio), contro la diversità e la popolazione migrante. La guerra morale e sociale, spinta da false narrazioni, in atto da tempo, sotto altri governi, con accelerazioni o rallentamenti. E' necessario un cambiamento radicale di paradigma: non ci si può alleare con chi è stato responsabile, e lo è tuttora, di questa deriva antecedente e permanente, perdendo memoria storica, partitica, politica, culturale, economica, costituzionale e resistenziale.

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