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Partecipa e contribuisci all'attività di Rifondazione Comunista con 15 euro al mese. Compila questo modulo SEPA/RID online. Grazie CPN 8 - 9 ottobre 2026 Paolo Ferrero Ovviamente in 10 minuti non posso affrontare tutti i temi che sono stati toccati dalla relazione del segretario. Mi limito quindi ad alcuni elementi. Sull'agenda di lavoro, relativa alle cose da fare concretamente nelle prossime settimane vedo una convergenza, dalla denuncia della legge elettorale ipermaggioritaria voluta dalla Meloni - sulla scia della sciagurata scelta di Achille Occhetto di distruggere il sistema proporzionale - alla fine della raccolta di firme per la campagna sulla tassazione delle grandi ricchezze passando per le mobilitazioni su Pace, Gaza, casa, etc. Per quanto riguarda l'analisi della fase e la proposta politica mi preme sottolineare quanto segue: 1) E' sbagliato leggere il restringimento della democrazia in Italia come un unicum dovuto al fatto che la premier è una fascista. C'è una tendenza al restringimento della democrazia che riguarda larga parte dell'Europa come si vede dalla repressione brutale che il governo francese attua nei confronti della mobilitazione studentesca. Ma oltre alla Francia, in Inghilterra come in Germania, le mobilitazioni per Gaza sono fatte oggetto di una repressione feroce. Il punto è che il capitalismo ha divorziato dalla democrazia e il complesso delle elites occidentali, chi in forme più felpate, chi in forme più rozze, stanno distruggendo il quadro democratico. L'Unione Europea con la sua campagna di disinformazione e censura sulla guerra è all'avanguardia su questa strada antidemocratica. 2) In tutta Europa - tolta per certi versi la situazione spagnola - non esiste nulla che somigli al fronte popolare degli anni 30: le forze del centro sinistra, a partire dalla Germania, sono largamente interne ai meccanismi guerrafondai e liberisti. 3) Drammaticamente le forze che apparentemente mettono in discussione questa situazione sono le destre - dall'AFD alla Le Pen - che intrecciano in modi demagogici il razzismo con il no alla guerra in Ucraina. 4) Nonostante questo la situazione in Europa è tutt'altro che normalizzata come si vede dalle lotte in Germania, Francia, Spagna che chiedono risposte radicali alla crisi attuale. 5) In questa situazione è evidente che non si può sconfiggere le destre alleandosi con i liberisti guerrafondai: occorre costruire da sinistra una alternativa alla situazione attuale. Il ruolo di un Partito Comunista in questa fase è quello di puntare sulla destabilizzazione della situazione nell'Unione Europea e dell'Italia, non quello di ricercare l'accordo con il centro sinistra. 6) La gestione della linea politica moderata di accordo con il campo largo è la peggiore possibile perché non facciamo valere alcuno dei nostri contenuti. Per farci accettare non solleviamo alcun problema ne poniamo alcuna condizione. Mentre Rifondazione è silente è il Movimento 5 Stelle a porre il problema del no alla guerra e del taglio delle spese militari. La stessa campagna sulla tassazione delle grandi ricchezze su cui il partito ha generosamente raccolto decine di migliaia di firme rischia di finire in un cassetto perché non viene fatta entrare nel confronto come una condizione da cui partire per fare l'accordo. Siamo quindi ad una gestione subalterna di una linea politica moderata. 7) Nonostante la nostra inazione la situazione di conflitto all'interno del centro sinistra è destinata a produrre scossoni: non sarà semplice per loro comporre le differenze annunciate sul nodo della guerra. Su queste contraddizioni dobbiamo investire politicamente. Per questo propongo che Rifondazione Comunista oggi avanzi una proposta politica chiara, rivolta a tutte le forze politiche che pongono come centrale il tema della pace: costruiamo uno schieramento politico attorno al tema del no alla guerra, no all'aumento delle spese militari, no al taglio del welfare. Attorno a questo rilanciamo Rifondazione Comunista come forza in grado di federare chi si pone sul terreno della pace e dell'alternativa. Questo dovremmo fare come Rifondazione Comunista in questa fase in cui la situazione è tutt'altro che normalizzata.
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