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Partecipa e contribuisci all'attività di Rifondazione Comunista con 15 euro al mese. Compila questo modulo SEPA/RID online. Grazie CPN 8 - 9 ottobre 2026 Michela Arricale Sentire che la pregiudiziale contro la guerra possa essere abbandonata nella costruzione di una alleanza elettorale è –sinceramente- sconcertante. Guerra e fascismo sono inestricabilmente legati, così come entrambi sono legati alla crisi del ciclo del capitale a egemonia statunitense. Pretendere di contrastare uno solo di questi processi, ignorando o subordinando gli altri, significa intervenire sugli effetti senza comprendere le dinamiche che li producono. È un errore sul piano tattico, strategico e storico. SI, storico Prendo atto che nell'analisi della fase politica abbiamo preso l'abitudine di limitarci al contingente, sia geografico che programmatico, ma la guerra non c'è perché Trump è pazzo, o perché si manifestano criticità in un sistema altrimenti funzionale – come i nostri amici del PD e i loro satelliti credono e vendono agli elettori. Questo, forse, può davvero essere considerato imbrogliare- ma perché siamo nel mezzo terribile di una riorganizzazione del ciclo del capitale, che si esprime attorno alla 4 rivoluzione industriale che si centra attorno all'Intelligenza Artificiale- E questa riorganizzazione riguarda tutto il modo di produzione, e con esso di tutte le istituzioni che saranno necessarie a sostenerlo. E' così, se la nostra lente è ancora il marxismo. E' La crisi del capitale impone una riorganizzazione in senso autoritario, ma questa è una una conseguenza fisiologica del funzionamento del sistema, non una sua stortura. Qual è il nostro modo di elaborare e interpretare questi processi? Quali risposte siamo in grado di offrire a trasformazioni di questa portata, e come possiamo intervenire nelle contraddizioni che esse aprono? Allo stesso modo, possiamo certamente contestare la concentrazione personale del potere, purché questo non diventi il modo per evitare di interrogare la struttura economica e sociale che rende possibile quella concentrazione. Non basta opporsi a chi esercita il potere in forme autoritarie, se si accetta come intangibile l'ordine economico che consente a quel potere di consolidarsi. Se a queste elezioni il centrosinistra vince, al prossimo giro i fascisti saranno ancora più forti. Come fate a non vederlo? E da questa prospettiva, chi è –dunque- che sottovaluta il pericolo autoritario? Chi vuole intervenire sulle cause del fascismo o chi queste cause vuole far finta di non vederle? Perché i liberali non possono intervenire, ed anzi non vogliono guardare proprio, a quali sono le cause sistemiche di questa ascesa e di questa crisi. Ed anzi sono essi stessi responsabili del restringimento degli spazi di democrazia, nel tempo al governo in Italia, e attualmente in Europa. E allora offriranno le solite ricette che non risolveranno niente, mentre la crisi continuerà a peggiorare e la guerra infiammerà ogni continente. Il PD ha votato a favore dello schieramento delle navi militari nel golfo di taiwan. Vuole la guerra con la Russia. Considera la Cina un nemico. I distinguo sulla palestina e sull'IRAN di fronte al genocidio e alla guerra di aggressione. E noi ci mettiamo con questi per battere le destre. Loro SONO una delle destre da battere, ma come fate a fare finta di non vedere? Infine una riflessione sulla gestione del partito e la continua pretesa di decidere tutto con un voto in più. Come fate a ritenervi credibili contrastando le storture maggioritarie del nostro sistema elettorale ed istituzionale quando invece dimostrate ogni giorni di aver completamente introitato quei modelli, e continuate ad applicarli nella gestione del partito? Fate come dico e non come faccio, come si dice?
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