CPN 27 - 28 giugno 2026

Riccardo Gandini

Sui pochi contenuti politici che ho sentito nell'introduzione del Segretario, è evidente che al di là di una discreta campagna di marketing dell'attuale Segretaria PD, che al momento come leader non riscuote la popolarità né di Conte né della Meloni, c'è ancora ben poco di progressista, nei fatti, nei riguardi del centrosinistra.
Non mi risulta allo stato né un cambiamento di linea sul Rearm Europe, votato dal PD, sulla linea generale della von der Leyen, sostenuta da PD e Fratelli d'Italia e su altre politiche in cui le proposte alternative rappresentate da detto Partito non sono sicuramente in linea non con una prospettiva marxista ma neanche con una puramente socialdemocratica stile Saragat per intenderci.
La critica feroce al PD, che è sparita dalla nostra linea nazionale, non sarebbe neanche in antitesi con una prospettiva di fronte antifascista, si veda lo stesso esempio di Molfetta citato dal Segretario, si vedano gli esempi storici sempre dallo stesso citato.
A ciò si aggiunge la prospettiva di costruire il fronte antifascista più elitario che la storia dell'umana stirpe abbia mai conosciuto, basti pensare che i voti assoluti del PD alle ultime politiche sono state pari a circa il 12% della popolazione, siamo anni luce lontani quindi sia da una prospettiva di fronte che porti l'Italia ad un futuro progressista, sia ad un protagonismo di massa, per stessa volontà delle parti in causa, destra e centrosinistra a cui si aggiunge Vannacci, ormai incentrate su un modo di fare politica totalmente americanizzato nei modi.
Ovviamente ci sono delle ragioni strutturali e di esistenza di Rifondazione che ci sono state ben rappresentate in numerosi sedi ufficiali: la possibilità di ottenere finanziamenti tramite l'elezione di parlamentari e, con un forse grande come una casa, visti i mutamenti dei regolamenti delle camere, il 2x1000. Argomentazioni ovviamente insufficienti visto che con il 50% dello stipendio di un Parlamentare italiano elargito al Partito come da Statuto, si potrebbero coprire i nostri debiti in circa 36 anni.
Faccio tutte queste premesse critiche visti i temi posti e gli sforzi dei compagni e delle compagne nei territori per resistere e continuare a far esistere il Partito della Rifondazione Comunista, trasversalmente al proprio voto all'ultimo Congresso, alle quali penso sia scontato vada la nostra stima.
Chiedo al Segretario nazionale se nelle sue conclusioni potrebbe relazionare sullo stato ad oggi, 27 giugno 2026, a meno di un anno dalla scadenza naturale del mandato della XIX legislatura, delle trattative con la coalizione di centrosinistra, su quali contenuti vi siano punti di convergenza e sulla possibile configurazione delle liste elettorali. Non avendo rilevato alcun riscontro alle numerose dichiarazioni del Segretario nazionale sul punto, si veda anche l'assenza di Rifondazione Comunista dal dibattito pubblico di tale coalizione, ad esempio alla festa nazionale della Fiom.
Chiedo inoltre se chi è preposto agli organi esecutivi del Partito abbia preparato un'eventuale soluzione alternativa in caso vi fosse l'indisponibilità di tale coalizione nell'avere Rifondazione nelle sue fila.
Chiedo ciò poiché, anche con la recente bocciatura del quesito referendario sul punto, penso si possa rilevare una decisione e una sicurezza sulla linea portata avanti che mi fa ben sperare che le trattative che si presumono in corso stiano portando frutti e mutamenti così radicali e positivi per il nostro Partito tali da non necessitare ripensamenti o messa in discussione della linea nazionale.
Faccio queste richieste con spirito di chiarezza chiedendo risposte nelle conclusioni del Segretario.

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