CPN 27 - 28 giugno 2026
Giovanna Capelli
Entro nel merito sul fatto che nella lunga relazione il Segretario non ha neppure accennato alla decisione del Collegio di garanzia di negare la legittimità del quesito e quindi la fattibilità del referendum richiesto da più di 2 mila iscritti e iscritte. Una ferita per coloro (votanti doc.2, doc, 1 e astenuti) che si appellavano a un preciso articolo dello Statuto sul referendum e non avevano dubbi sulla possibilità di realizzarlo in tempi utili a far sì che l'eventuale risultato permettesse l'agio di una reale ed efficace iniziativa politica. La scelta cambia la natura e il peso delle relazioni fra di noi, ci rende oggettivamente disuguali, e distrugge la narrazione ancora viva sulla novità che Rifondazione ha rappresentato nella sinistra e nella storia dei partiti comunisti. Sono importanti e determinanti i circoli, è la base che conta e fa vivere il Partito. Questa intenzione originaria ci ha accompagnato in questi anni, fragile perché innovativa e non gradita a ogni incrostatura burocratica, ma salda. Lo conferma lo Statuto con l'istituto della mozione congressuale costruita dal basso e del referendum.
La decisione del CdG non è un fatto marginale, secondario, da accettare obtorto collo, (ricordo che nel nostro statuto non esiste possibilità di una seconda istanza di giudizio) poichè demolisce il comune sentire di appartenenza a una comunità politica I firmatari della richiesta di referendum è come se non esistessero ,Subiscono un eccesso di potere da parte del CdiG che doveva decidere sulla conformità delle firme e sulle condizioni per indire il referendum, invece si è allargato al giudizio politico. Le conseguenze di questa decisione vengono già tratte da alcuni compagni in questo comitato quando dicono che tutti i documenti presentati dalla minoranza in CPN, in quanto eversivi dalla linea del Congresso avrebbero dovuto essere considerati irricevibili
Denuncio un progressivo restringimento della democrazia nel Partito, tutti i passaggi avvenuti potevano essere risolti in modo diverso se si voleva governare una comunità politica nella prospettiva della unità .Si è enfatizzato il potere della maggioranza, anche su argomenti non divisivi si sono costruite segreterie monocolori, e perfino le commissioni non concorrono più alla formazione della linea politica Alle nostre feste si raccolgono le firme anche della LIP sanità della CGIL; la riunione della commissione sanità mi sembra avesse avuto un altro esito. Ha deciso dunque la segreteria, non la direzione (una frase del documento di maggioranza salva la forma ), non il CPN La discussione di merito non c'è stata. E la decisione è moderata, converge anche in sede di opposizione sociale con il centro sinistra, non denuncia i gravi errori che rafforzano il neoliberismo. Manca Rifondazione con il suo ruolo di costruzione dell'alternativa di società e di rottura del bipolarismo, di soggetto che lavora contro la frantumazione dei movimenti e la divaricazione dei loro linguaggi. L'accordo tecnico con il centro sinistra ci rende una monade chiusa in un campo minato dalla egemonia neoliberista, percepiti come rinunciatari alla prospettiva dell'alternativa, noi unica forza politica credibile, che la aveva tenuta aperta a lungo e contro corrente.