CPN 27 - 28 giugno 2026
Simone Antonioli
Compagne e compagni,
vorrei aprire il mio intervento condividendo con voi alcune proposte per il rilancio di Rifondazione Comunista che sono emerse da una recente assemblea del mio Circolo di Crema e i compagni mi hanno chiesto di riportare al CPN.
Lettura proposte
Penso che sia sul consenso su punti come questi che caratterizzano la nostra visione della società che dobbiamo fare alleanze e accordi con altre forze politiche, non limitarci a fare sommatorie per battere il nemico comune, altrimenti le cose non cambieranno mai, ci ridurremmo ad avere come obiettivo primario mantenere al governo il "meno peggio" anziché costruire un'alternativa al sistema, ma c'è un'altra questione che intendo sollevare.
Voi sostenete che lo scopo del fronte costituzionale antifascista sia sommare i nostri voti a quelli del campo largo per battere la Destra senza però entrare in un eventuale Governo di Centro-Sinistra, ma non avete calcolato che se eleggessimo potremmo essere, anche con pochi eletti, determinanti? E in tal caso, come ci comporteremmo se un governo di Centro-Sinistra chiedesse la fiducia su un decreto che prevede ad esempio l'invio di armi all'Ucraina o la cancellazione di diritti ai lavoratori? Voteremmo contro sapendo che così facendo il Governo cadrebbe e rischieremmo di trovarci di nuovo la Meloni al Governo? Non facciamoci illusioni, Molfetta è Molfetta, non è l'Italia, là è stato eletto sindaco un compagno nostro, il nostro Partito è il primo della coalizione e detiene l'egemonia, mentre il PD si è accodato all'ultimo, quando il Nazionale ha commissariato la sua sezione locale, dunque non aspettiamoci nessun Mandani dal campo largo, dove l'egemonia è detenuta dal PD che continua ad inviare armi all'Ucraina, sostenere la corsa al riarmo dell'Unione Europea e dire no alla patrimoniale (insieme ai Cinque Stelle) a livello nazionale.
Vengo ora al tema della consultazione, mi spiace che dovremo attendere l'ultimo momento per decidere il da farsi alle politiche e nel frattempo perdere un anno con la linea del fronte costituzionale, la quale potrebbe essere respinta dagli iscritti, anziché chiedere loro adesso cosa vogliono e muoverci di conseguenza.
Nessuno di noi aveva intenzione di ribaltare l'esito congressuale, abbiamo raccolto le firme per una consultazione tutt'altro che incompatibile, innanzitutto perché il Congresso non aveva deciso definitivamente l'accordo con il campo largo, né si escludeva il polo alternativo a prescindere (nel paragrafo 29 del Documento 1 c'era scritto "La nostra proposta politica non può ridursi nell'attuale scenario politico alla reiterazione della prospettiva di un terzo o quarto polo alternativo a quelli esistenti. Questo semmai può essere il risultato di una lotta politica quando si arriverà alle elezioni politiche e potremo valutare lo scenario che si è determinato") e soprattutto il no alla guerra e al liberismo avrebbero dovuto essere punti dirimenti.
Il nostro Partito si sta sempre più spaccando, le diverse posizioni sul fronte costituzionale sono inconciliabili (e per questo non ho gradito che sia stata richiamata nei manifesti del 25 aprile e 1° maggio che dovrebbero unirci al 100%) e di questo passo non potrà che peggiorare la situazione.
C'è solo un modo per compattare un partito quando il gruppo dirigente non trova la quadra ed è quello di interpellare la base e muoverci uniti nella direzione che essa indicherà, per cui non aspettiamo oltre: diamo la parola agli iscritti!