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CPN 10-11-12 aprile 2026

Paolo Ferrero

Cari compagni e compagne, innanzitutto voglio esprimere la soddisfazione per la manifestazione che si è tenuta ieri a difesa di Cuba: un importante momento da generalizzare nel paese perché dopo l'aggressione all'Iran la minaccia a Cuba si fa sentire in modo ancora più violento. La lotta contro l'imperialismo statunitense e per la difesa di Cuba, l'isola che della lotta all'imperialismo è il simbolo, deve diventare un punto decisivo del nostro agire politico.

In secondo luogo, dopo aver perso molto tempo, finalmente il segretario ha avanzato una proposta riguardo alle prossime elezioni politiche. Peccato che la sua proposta di alleanza elettorale con il centro sinistra contraddica radicalmente le decisioni assunte nell'ultimo congresso visto che il documento di maggioranza recita:"...Non si pone quindi il tema di un nostro ingresso nel centrosinistra o nel cosiddetto campo largo sia perché esso così com'è non è in grado di rappresentare un argine alla destra, sia perché stante la nostra debolezza saremmo sostanzialmente ininfluenti."

Questa evidente contraddizione richiede una soluzione politica chiara ed incontestabile che non può essere lasciata semplicemente ai gruppi dirigenti. Mi pare che la strada maestra per risolvere questa situazione sia quella di chiedere a tutti i compagni e le compagne iscritte a Rifondazione Comunista di decidere cosa pensano sia meglio fare. Occorre fare chiarezza su quale strada imboccare e la consultazione deve essere fatta ora, non certo a ridosso delle elezioni. La consultazione è un diritto delle iscritte e degli iscritti, un diritto soggettivo e collettivo del corpo del partito nel suo insieme, non certo una gentile concessione del gruppo dirigente. La consultazione, se richiesta a norma di Statuto, non è un optional ma un atto dovuto nel rispetto delle regole che comunemente ci siamo dati. Così come è del tutto evidente che la consultazione per definire l'indirizzo del partito non può essere fatta a ridosso delle elezioni: non permetterebbe di decidere dove andare ma semplicemente un prendere o lasciare fuori tempo massimo. Fare ora la consultazione significa muoversi per tempo, evitando che per l'ennesima volta si arrivi a decidere la presentazione elettorale all'ultimo minuto, cosa che abbiamo più volte e unitariamente ribadito non debba più accadere. Così come non ha alcun senso proporre di aspettare la legge elettorale per fare la consultazione. Tutte le proposte di legge elettorale presentate hanno un impianto maggioritario e quindi la scelta da fare è chiara: andare in coalizione con il campo largo o costruire una coalizione alternativa. Per questo invito tutto il gruppo dirigente a operare per la costruzione della consultazione, dare la parola ai compagni e alle compagne e ricostruire, per questa via, una maggiore coesione nel partito.

In terzo luogo, il problema politico che dobbiamo affrontare senza caricature schematizzazioni è se possiamo sconfiggere le destre fasciste alleandoci con chi sostiene le politiche liberiste e di guerra?

La risposta mi pare chiara sulla base di due semplici riflessioni.

- Negli ultimi 30 anni caratterizzati dal sistema maggioritario, varie volte sono stati costruiti schieramenti fondati sulla necessità di battere le destre sul terreno elettorale. Tutte le volte questo ha dato luogo alla successiva vittoria delle destre che, in questi trent'anni si sono rafforzate e radicalizzate: prima Berlusconi e poi Salvini e adesso la Meloni. La sconfitta elettorale delle destre senza dar luogo ad una coerente pratica alternativa di soluzione dei problemi sociali non serve a sconfiggere le destre ma solo a determinarne il rafforzamento politico e la loro successiva vittoria con margini più ampi. Il gioco dell'oca dell'alternanza tra simili non è neutro ma contribuisce alla dissoluzione del tessuto sociale e democratico del paese come testimonia una percentuale di assenteismo che nelle elezioni è arrivato al 50%. Vi è qualche possibilità di dar vita ad una coalizione politica con il PD che prospetti una alternativa alle politiche liberiste e di guerra attuate dalla Commissione dell'Unione Europea che il PD ha votato e rivotato? No, rifondazione è molto più debole di un tempo e la situazione è molto peggiorata.

- In secondo luogo, le forze fascistoidi hanno una forza propria o si nutrono proprio dell'assenza di una alternativa? La Meloni ha vinto le elezioni perché la maggioranza degli italiani è diventata fascista o perché ha fatto opposizione al mefitico governo Draghi? Il sostenere uno schieramento che non esprime nulla di diverso dai Draghi e dai Letta, toglie spazio alla destra o toglie semplicemente la residua credibilità a Rifondazione Comunista? A me pare evidente che la destra si rafforza nella palude delle politiche liberiste e che questa situazione si aggrava oggi con le politiche di riarmo che significano la distruzione del welfare e dei diritti sociali. Inoltre, come dimostra il risultato del referendum, in NO ha vinto per la mobilitazione di una quota rilevante della popolazione – a partire dai giovani della "generazione Gaza" – che normalmente non andava a votare. Si tratta di un voto "esigente" che si è avuto nel contesto di un conflitto chiaro in cui era chiarissima la posta in gioco. Pensare di poter prendere quei voti presentando la solita minestra riscaldata del centro sinistra con gli accordi tecnici, elettorali e così via, è puro politicismo, il contrario di cosa servirebbe.

Infine voglio sottolineare come il dissenso tra di noi non sia tattico ma strategico perché la proposta del segretario non tiene conto del fatto che la contraddizione principale, che pesa maggiormente sui destini del mondo, sulla vita delle persone e sulla democrazia è data dalla guerra. Il problema a cui dobbiamo dare una risposta come comunisti è la situazione di guerra in cui viviamo, dovuta al tentativo dell'imperialismo statunitense di mantenere la propria posizione di dominio attraverso l'uso della forza militare. Questa situazione sta producendo in occidente un sistema di guerra che distrugge la democrazia e si intreccia con folli politiche liberiste, di riarmo e austerità. Le scelte attuate dalle classi dirigenti dei nostri paesi in modi bipartisan stanno portando ad una crisi economica che aggraverà grandemente la condizione sociale e al rapido declino dell'Europa stessa.

E' questo sistema di guerra il nostro nemico principale, che deve essere assolutamente sconfitto. Allearsi con i liberisti guerrafondai per sconfiggere elettoralmente la Meloni è una cosa senza senso, che contraddice la ragion stessa di esistenza di Rifondazione Comunista e confonde gli effetti politici con le cause degli stessi. E' infatti il liberismo rafforzato da questo sistema di guerra che aggrava pesantemente il disagio e la passività sociale, rafforzando le posizione demagogiche e fascistoidi fondate sulla guerra tra i poveri.
Solo mettendo al centro la lotta contro questo sistema di guerra e di austerità possiamo sconfiggere politicamente le destre, asciugare il fango in cui grufolano, ed è per questo che dobbiamo costruire una coalizione contro la guerra e il liberismo attorno a cui aggregare quella voglia di cambiamento che ha trovato nella difesa della Costituzione il suo punto di coagulo.

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