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CPN 10-11-12 aprile 2026

Fabrizio Baggi

Buongiorno a tutti. Partirò dal recente referendum: il risultato è straordinariamente positivo e
dobbiamo essere soddisfatti del lavoro svolto
Tuttavia, dobbiamo guardare a questi numeri con estrema attenzione: chi pensa che quell'enorme
massa di "No" si tradurrà automaticamente in voti per una coalizione di centrosinistra commette un
grave errore
Quella che ha vinto non è una coalizione politica, ma la Costituzione stessa
In quel voto c'è quello che definisco l'esercito della Costituzione: ci sono i giovani della "generazione
Gaza" che fischiano il PD nelle piazze per le sue posizioni guerrafondaie; ci sono le donne, il Sud e
persino gli anarchici, che sono tornati alle urne dopo dieci anni proprio per difendere la Carta da chi
tenta di devastarla, come fece Renzi nel 2016
Tutto ciò ci indica una chiara necessità di radicalità politica, la stessa che abbiamo visto nelle
oceaniche manifestazioni per la Palestina e per Cuba
Oggi la politica dei comunisti deve rimettere al centro la pace, opponendosi senza riserve alle spese
militari, siano esse italiane o europee
Non possiamo accettare la linea di un'Unione Europea che si dimostra persino più guerrafondaia degli
Stati Uniti, mentre Israele bombarda il Libano e cerca di far fallire ogni accordo di pace
Proprio per questo, esprimo forte preoccupazione per la linea politica che sta emergendo da questo
CPN
Si sta proponendo un "accordo tecnico" con il cosiddetto campo largo, una scelta che snatura la
nostra formazione e contraddice quanto stabilito nel documento congressuale, dove si affermava
chiaramente che non vi erano le condizioni per un'alleanza del genere
Se si vuole compiere un passo così drastico, non può deciderlo solo il gruppo dirigente: è necessaria
una consultazione immediata di tutte le iscritte e gli iscritti
Aspettare la scadenza elettorale renderebbe ogni voto inutile
Sull'antifascismo, credo che la mia storia parli per me; ho ricevuto minacce di morte per le mie
battaglie, ma sono convinto che il fascismo non si sconfigga alleandosi con i neoliberisti
I liberali sono una delle cause del successo della Meloni: lei ha intercettato il voto operaio ponendosi
come "antisistema" di fronte a persone stremate dalle politiche sociali del centrosinistra
L'antifascismo si pratica ogni giorno sul territorio, come stiamo facendo a Como e Bergamo,
denunciando l'apologia di fascismo e impedendo ai sindaci — anche del PD — di concedere spazi a
formazioni estremiste
Non dimentichiamo che nel 2015, quando raccogliemmo 60.000 firme per sciogliere i gruppi
neofascisti, proprio quelli che oggi gridano all'antifascismo ci davano dei matti
Non libereremo l'Italia dalla Meloni con accordi tecnici di vertice, ma solo offrendo un'alternativa
credibile a chi vuole difendere la Costituzione ma non accetterà mai di votare una coalizione con il
Partito Democratico

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