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Partecipa e contribuisci all'attività di Rifondazione Comunista con 15 euro al mese. Compila questo modulo SEPA/RID online. Grazie CPN 17 - 18 gennaio 2026 Roberto Musacchio Concordo con la relazione di Acerbo e a me sembra che essa corrisponda ad un agire politico concreto e positivo in cui siamo impegnati. Ebbene sia l'aggressione al Venezuela sia la crisi iraniana sono stati affrontati nelle piazze romane con un apporto fondamentale di Stoprearm, della sua piattaforma e delle sue convergenze. La piazza per il Venezuela, con la partecipazione di Landini, è stata larga e corretta nel sostenere la condanna dell'intervento USA. Analogamente è andata la piazza sull'Iran con un rapporto importante costruito già da tempo con Donna, Vita, Libertà e una chiarissima repulsa verso interventi coloniali ed esteri. Ora è il momento delle mobilitazioni per il Rojava. È un lavoro non facile perché da un lato c'è chi si vorrebbe muovere in sintonia a forme di suprematismo occidentale. E dall'altra c'è chi "accusa" soggetti in lotta sicuramente democratici di essere incoscientemente o addirittura coscientemente eterodiretti dal suprematismo. Unità e radicalità sono la base del lavoro politico di Stoprearm che si svolge per convergenze rispettose, inclusive e autonome. Nessuna strumentalità di progetti politici sovrapposti. La strada è quella di dividere gli avversari e conquistare terreno alle lotte e ad una diversa prospettiva. Ecco, qui stanno sia la connessione sentimentale, sia la prospettiva che deve essere un'alternativa di società. La guerra mondiale a pezzi è tra dominanti. Ed è a pezzi proprio perché vuole ricontrattare i loro pesi senza arrivare all'apocalisse e senza ridare spazio ai dominati. Il '900 vide la Rivoluzione come alternativa alle guerre. Oggi le guerre tornano ad essere la normalità contro la Rivoluzione. Sono, come sempre, fatte coi corpi dei dominati. Mentre le ricchezze dei dominanti, e i loro poteri, crescono. Questo non significa non leggere le differenze, le articolazioni, le contraddizioni. Ma vuole farlo con la lente dei conflitti di classe e di una prospettiva dichiaratamente socialista. Per altro la guerra mondiale a pezzi sta portando a processi di autoritarismo, di vera e propria fascistizzazione. Il passaggio dal suprematismo neocon alla Alleanza delle destre Maga è un ulteriore salto reazionario. Mostra cosa poteva essere il '900 senza la forza del movimento operaio. E mostra dove può spingersi l'anticomunismo. Per questo occorre radicalità ma anche unità. In realtà in Italia i materiali politici e culturali del PCI è della Nuova Sinistra hanno ancora una loro vita attiva che può dare forza ad una prospettiva di resistenza e rilancio. E non deperire definitivamente in una sussunzione nello scontro tra dominanti. Tra dazi e liberoscambismo ad esempio, come nel caso del Mercosur. L'Europa è un crocevia fondamentale. Per questo il movimento Stoprearm è stato pensato e costruito su questa dimensione. Ha consentito di superare difficoltà molto gravi e serie che hanno attraversato la stessa sinistra radicale. Ora siamo uniti contro il riarmo con una campagna che coinvolge tantissime realtà europea e centinaia in Italia. Con un calendario di mobilitazioni che va da quelle sindacali a quelle contro la leva. In Italia poi abbiamo fatto convergenza contro il genocidio in Palestina. E poi con la rete contro la repressione e il decreto sicurezza. Nasce così la convergenza contro i Re. L'idea che ci sia una sorta di tecno medioevo contro cui occorre realizzare una nuova Rivoluzione grazie alla convergenza delle Resistenze. Così nasce l'appuntamento di Bologna. Da dove potrà venire una spinta a convergere verso appuntamenti anche nazionali. Naturalmente anche contro il governo Meloni che è un pezzo significativo del passaggio dai neocon ai Maga. E poi europee.
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