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Partecipa e contribuisci all'attività di Rifondazione Comunista con 15 euro al mese. Compila questo modulo SEPA/RID online. Grazie CPN 17 - 18 gennaio 2026 Dino Greco Condivido interamente quanto detto dal segretario nella sua lunga prolusione sulla questione internazionale e utilizzo il tempo a disposizione per dire la mia sulla partita politica aperta nel nostro paese. Il nuovo "pacchetto sicurezza" in gestazione conferma il rapido scivolamento del paese verso uno Stato di polizia. Coloro che avevano pensato che i fascisti al governo non avrebbero fatto i fascisti e che la traiettoria del governo non avrebbe assunto i caratteri liberticidi che sono sotto i nostri occhi dovranno rapidamente ricredersi. Se l'esito del referendum sulla giustizia confermasse la legge Conso, ne riceverebbe impulso l'attacco alla magistratura e sarebbe inflitta - trumpianamente – una picconata alla divisione e all'indipendenza dei poteri su cui si regge l'impianto istituzionale. Se non riuscissimo a sconfiggere questa manovra avvolgente si compirebbe la definitiva rimozione della Costituzione antifascista, riducendola ad un involucro inerte. Su questo va sviluppata, ineludibile, se non a prezzo di colpevoli amnesie, la discussione fra di noi.
Questo non significa per nulla rinunciare alla nostra critica severa alla politica del Pd: al suo sostanziale liberismo economico, alla sua evanescente politica sociale, alla sua politica internazionale così incapace di sottrarsi all'atlantismo e alla politica guerrafondaia dell'unione europea. Dovrebbe essere superfluo ricordare che in ogni fase storica c'è un obiettivo prevalente e che la costruzione di fronti, intese, accordi fra soggetti diversi e fra loro assolutamente autonomi, è assolutamente indispensabile se si vuole esercitare un ruolo positivo e non soccombere. La nostra storia migliore aiuta a capire. Quando Togliatti, nel 1944, tornò in Italia e promosse la "svolta di Salerno", propose che tutte le forze, monarchici compresi, in quanto disponibili a battersi per cacciare i nazisti e liquidare il fascismo, facessero fronte comune. Varata la Costituzione fu la volta di decidere a quali forze dovesse toccare l'onere e l'onore di governare il paese e il fronte si ridefinì fra socialcomunisti da una parte e democristiani dall'altra. Questi passaggi fondamentali dicono che, di volta in volta, i campi che si fronteggiano possono cambiare e i partners di ieri possono diventare gi avversari del giorno dopo. E che la battaglia politica si fa passo dopo passo, considerato che - come ci ha insegnato Antonio Gramsci- in Occidente la trasformazione della formazione economico-sociale esistente non si fa d'un colpo solo, immaginando che si inveri nell'assalto ad un inesistente Palazzo d'Inverno. Fare muovere le cose in ogni momento, scansare come la peste la tendenza a rifugiarsi nel proprio isolamento, rendere chiara al popolo e dimostrare nella concretezza la propria utilità, l'efficacia della propria azione, senza contemporaneamente rinunciare a nulla della propria visione generale: questo è l'ingaggio a cui dedicarsi. La linea che il secondo documento ci propone è dunque, in definitiva, di tenersi Meloni e il suo governo cripto-fascista, piuttosto che rinunciare alla proiezione identitaria e solipsistica di Rifondazione, rassegnandosi ad un ruolo politico ed elettorale di pura testimonianza; una linea che gratifica soltanto chi è inossidabilmente prigioniero della propria immagine, anche a prezzo della certificazione di una totale impotenza, del tutto indifferente alla realtà, anche quando la posta è drammatica. C'è in tutto questo una regressione settaria, un primitivismo prima ancora culturale che politico che se divenisse la bussola del partito ne estinguerebbe rapidamente (e giustamente) l'esistenza. Un'ultima considerazione sulla proposta avanzata da Prencipe di promuovere una campagna nazionale (rafforzata da una proposta di legge di iniziativa popolare) per una tassa strutturale dell'1% sui redditi superiori a due milioni di euro definendone la destinazione al di fuori del bilancio generale dello Stato: una tassa di scopo, in definitiva.
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