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CPN 17 - 18 gennaio 2026

Dino Greco

Condivido interamente quanto detto dal segretario nella sua lunga prolusione sulla questione internazionale e utilizzo il tempo a disposizione per dire la mia sulla partita politica aperta nel nostro paese.

Il nuovo "pacchetto sicurezza" in gestazione conferma il rapido scivolamento del paese verso uno Stato di polizia.
Il divieto di dissentire si sostanzia in un sistema sempre più organico di pesanti misure di repressione poliziesca e penale.
Il tentativo di "isrealizzare" la società italiana attraverso un sistema di schedature pervasivo, a partire dalla scuola, illustra l'inarrestabile deriva che sta facendo dell'Italia – per dirlo con l'espressione del "manifesto" di ieri l'altro – un paese da incubo.

Coloro che avevano pensato che i fascisti al governo non avrebbero fatto i fascisti e che la traiettoria del governo non avrebbe assunto i caratteri liberticidi che sono sotto i nostri occhi dovranno rapidamente ricredersi.

Se l'esito del referendum sulla giustizia confermasse la legge Conso, ne riceverebbe impulso l'attacco alla magistratura e sarebbe inflitta - trumpianamente – una picconata alla divisione e all'indipendenza dei poteri su cui si regge l'impianto istituzionale.
A quel punto, nulla ostacolerà più l'altro, decisivo colpo di maglio del premierato che non è altro che la trasformazione, in una forma istituzionale spuria,
della repubblica parlamentare in una repubblica presidenziale dai tratti fortemente autoritari: si compirebbe cioè il progetto politico che fu della P2 di Licio Gelli e che fu sempre nel programma eversivo di più di un tentativo di colpo di Stato (1964, 1970, 1974).

Se non riuscissimo a sconfiggere questa manovra avvolgente si compirebbe la definitiva rimozione della Costituzione antifascista, riducendola ad un involucro inerte.

Su questo va sviluppata, ineludibile, se non a prezzo di colpevoli amnesie, la discussione fra di noi.
Si tratta cioè di capire se si condivide, oppure no, che la battaglia fondamentale da ingaggiare e che deciderà del futuro della democrazia è oggi la lotta per la liberazione del paese dal governo fascista.
Se, al contrario, si pensa che il problema principale sia il Pd, in omaggio alla surreale riedizione della nefasta teoria staliniana del socialfascismo, vuol dire che si abdicherà al compito fondamentale che abbiamo dinnanzi in questa fase cruciale della nostra vita civile; un'abdicazione di cui saremmo responsabili di fronte al tribunale della storia.

Questo non significa per nulla rinunciare alla nostra critica severa alla politica del Pd: al suo sostanziale liberismo economico, alla sua evanescente politica sociale, alla sua politica internazionale così incapace di sottrarsi all'atlantismo e alla politica guerrafondaia dell'unione europea.

Dovrebbe essere superfluo ricordare che in ogni fase storica c'è un obiettivo prevalente e che la costruzione di fronti, intese, accordi fra soggetti diversi e fra loro assolutamente autonomi, è assolutamente indispensabile se si vuole esercitare un ruolo positivo e non soccombere.

La nostra storia migliore aiuta a capire.

Quando Togliatti, nel 1944, tornò in Italia e promosse la "svolta di Salerno", propose che tutte le forze, monarchici compresi, in quanto disponibili a battersi per cacciare i nazisti e liquidare il fascismo, facessero fronte comune.
Raggiunto questo fondamentale obiettivo, quando il tema divenne quello istituzionale, vale a dire la scelta fra monarchia e repubblica, quel fronte si scompose e si ristrutturò, perché l'avversario da combattere erano in quel momento i fautori della continuità istituzionale, quella monarchia che aveva tenuto a battesimo il fascismo e aveva venduto il Paese ai nazisti.
Una volta compiuta questa scelta lo snodo che divenne cruciale fu la scrittura della legge fondamentale del nuovo Stato, i principi e i valori che dovevano innervarla, l'architettura e il progetto politico che dovevano stare alla base della Costituzione democratica e antifascista.
Inevitabilmente, il campo politico si ristrutturò di nuovo, e il nuovo fronte, diretta emanazione del Cnl, vide protagonisti socialisti, comunisti e ampie forze del cattolicesimo democratico.

Varata la Costituzione fu la volta di decidere a quali forze dovesse toccare l'onere e l'onore di governare il paese e il fronte si ridefinì fra socialcomunisti da una parte e democristiani dall'altra.

Questi passaggi fondamentali dicono che, di volta in volta, i campi che si fronteggiano possono cambiare e i partners di ieri possono diventare gi avversari del giorno dopo. E che la battaglia politica si fa passo dopo passo, considerato che - come ci ha insegnato Antonio Gramsci- in Occidente la trasformazione della formazione economico-sociale esistente non si fa d'un colpo solo, immaginando che si inveri nell'assalto ad un inesistente Palazzo d'Inverno.
La conquista di una compiuta democrazia, tanto meno la realizzazione del socialismo, non sono la risultante di una partita nella quale si gioca tutto in una sola mano, ma si sviluppano in un cimento progressivo che ha nella partecipazione più ampia delle masse popolari e nel conflitto sociale le proprie leve fondamentali.
L'illusione che un simile risultato possa essere conseguito autorelegandosi nello spazio di una predicazione millenaristica, ferocemente ostile ad ogni accordo con soggetti altri da sé, ma invece utile a fare progredire i rapporti di forza sociali e il quadro della realtà data, è frutto di un recidivante infantilismo politico che fu sempre estraneo alla migliore tradizione comunista.

Fare muovere le cose in ogni momento, scansare come la peste la tendenza a rifugiarsi nel proprio isolamento, rendere chiara al popolo e dimostrare nella concretezza la propria utilità, l'efficacia della propria azione, senza contemporaneamente rinunciare a nulla della propria visione generale: questo è l'ingaggio a cui dedicarsi.
Questo è, del resto, il sale della politica. Non tenerne conto significa invece condannarsi all'irrilevanza rifugiandosi nel culto della propria purezza ideologica.
Locatelli, con la rudezza che gli è propria, ci ha ribadito l'intenzione di fare, immediatamente, un referendum interno per rovesciare la linea prevalsa nel congresso.
Non è una novità: lo ha fatto dal giorno stesso in cui si è concluso il congresso; come pure non si è risparmiato il gesto di chiedere le dimissioni di Acerbo cinque minuti dopo la sua rielezione.
In modo solo più sofisticato, la stessa cosa ha chiesto che si faccia Ferrero.

La linea che il secondo documento ci propone è dunque, in definitiva, di tenersi Meloni e il suo governo cripto-fascista, piuttosto che rinunciare alla proiezione identitaria e solipsistica di Rifondazione, rassegnandosi ad un ruolo politico ed elettorale di pura testimonianza; una linea che gratifica soltanto chi è inossidabilmente prigioniero della propria immagine, anche a prezzo della certificazione di una totale impotenza, del tutto indifferente alla realtà, anche quando la posta è drammatica.
Allora -ci dicono- meglio riprodurre il "campo stretto", anzi strettissimo, anche se in quel campo non si semina altro che il culto di sé, della propria immagine: altro che terzo polo.

C'è in tutto questo una regressione settaria, un primitivismo prima ancora culturale che politico che se divenisse la bussola del partito ne estinguerebbe rapidamente (e giustamente) l'esistenza.

Un'ultima considerazione sulla proposta avanzata da Prencipe di promuovere una campagna nazionale (rafforzata da una proposta di legge di iniziativa popolare) per una tassa strutturale dell'1% sui redditi superiori a due milioni di euro definendone la destinazione al di fuori del bilancio generale dello Stato: una tassa di scopo, in definitiva.
La proposta mi convince e la rafforzerei con una clausola, da inserire nella proposta di legge, che preveda si chieda ai cittadini, attraverso una consultazione popolare, di indicare, di anno in anno, quale destinazione dare al gettito di quel prelievo, dando all'iniziativa un carattere in qualche misura somigliante alle pratiche di "bilancio partecipato" che furono sperimentate nel secolo scorso in alcuni paesi dell'America latina.

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