La scelta dellopposizione ci impone un impegno straordinario
per la costruzione di un nuovo partito comunista di massa. Negli ultimi
anni le attività del partito sono apparse deboli politicamente,
condizionate da una tendenza a risolvere i problemi solo per via istituzionale,
confidando nel potere dinterdizione rispetto ai governi amici e sempre
meno per via conflittuale. La nostra diversità, la nostra proposta,
nuova e alternativa, di società non è passata, non è
stata compresa, anzi lesperienza fatta con il governo Prodi ha rafforzato,
tra la gente, il principio dellunità del sistema che viene descritto
con limmagine della barca: siccome siamo tutti nella stessa barca, conviene
non agitarsi troppo perché se questa si rovescia cadere in acqua
è peggio anche per chi nella barca è costretto a remare.
Oggi il partito, ravvivando entusiasmi, ha scelto di riprendere le iniziative
dal basso abbandonando le trattative di vertice. Il nostro congresso cade
alla vigilia delle elezioni amministrative con le quali, insieme a grandi
città, tantissimi piccoli comuni rinnoveranno i propri consigli
ed eleggeranno nuovi o vecchi sindaci. E in queste realtà, dove
spesso i compagni sono soli, che dobbiamo dare senso politico alla nostra
presenza, è in questi comuni che dobbiamo pretendere programmi percorsi
da una ispirazione morale forte e sentire il dovere di accogliere una sfida
alta: restituire alla politica la capacità di progettare la vita
di una comunità. Dobbiamo produrre contenuti qualificanti di un
reale cambiamento.
E importante, certo, cambiare un personaggio politico
logorato o corrotto con un altro, ma basta? Se gli interessi rappresentati
e garantiti restano sempre gli stessi, se il rapporto con la società
continua ad essere di tipo clientelare, se i diritti e la legalità
continuano ad essere tenuti ai margini, o addirittura violati, allora non
vi è mutamento, ma solo un nuovo corso del trasformismo.
Certo, è giusto badare allefficienza, ma basta
esaurire e identificare in essa lidea e la pratica della politica? Una
pratica e unidea della politica, separate dalla solidarietà, dalla
morale, dal rispetto e dal riconoscimento delle culture, delle idee. Delle
fedi degli altri, producono limpoverimento e il declino di una comunità,
sia essa locale, nazionale o sovranazionale.
Una gestione del comune fondata sulla delega piena agli
amministratori può apparire per i cittadini anche una cosa comoda,
ma è corretta, giusta, e utile? Se i cittadini non partecipano,
attraverso consenso e conflitto, alla formazione delle decisioni e al controllo
della loro attuazione le conseguenze possono essere molto gravi: chi potrà
prevenire gli abusi, le discriminazioni, luso interessato della spesa
pubblica e del territorio? E non si impoverisce e inaridisce la fonte di
quel bene irrinunciabile che si chiama autonomia, padronanza di sé?
Il sistema elettorale, soprattutto nei piccoli comuni, produce nuovi fenomeni
di passività sociale. Tocca innanzitutto ai governi comunali evitare
questo esito, tanto più probabile quanto più la crisi dei
partiti interrompe la tradizionale comunicazione tra società e comune.
Ecco perché un programma serio deve porsi come prima finalità
la difesa e lespansione dellautogoverno, dellautonomia individuale e
collettiva. E, lo sappiamo, una finalità difficile, ma necessaria,
ineludibile nellepoca in cui lenorme risorsa della tecnica e della scienza
possono essere usate o per piegare la formazione del senso comune, del
gusto, dei bisogni alle convenienze della produzione e del consumo, al
dominio, cioè, della grande impresa, oppure per la elevazione della
consapevolezza critica delle masse, del sapere, del rapporto con la natura
e con lambiente. Bisogna perseguire gli obiettivi programmatici con spirito
di verità e di coinvolgimento dei cittadini. I programmi non sono
parole dette o scritte, sono soprattutto azioni, lotte, informazione ascolto
e quindi continuo aggiornamento e sviluppo dei contenuti al fine di renderli
sempre più rispondenti alla costruzione di più elevate e
consapevoli forme di vita, di più civili e solidali relazioni interpersonali.