| Enzo Jorfida (Comitato Politico Nazionale)
Cè un punto del nostro agire politico che ritengo
rilevante e che può contribuire a rendere efficace la nostra linea
politica. E quello di assumere come priorità politica e organizzativa
la costruzione del partito nei luoghi di lavoro. Siamo passati dai circa
50 Circoli Aziendali nel 1996 agli oltre 160 della fine 1998.
Un passo avanti certo ma immenso è lo scarto fra realtà ed esigenza. Alcuni dati pubblicati dallIstat nel luglio del 98 sono illuminanti. Sono infatti, dice lIstat, oltre 4 mila gli stabilimenti di aziende private con più di 500 lavoratori, per un totale, in questi stabilimenti, di oltre 3 milioni di occupati. Se a questi aggiungiamo i lavoratori occupati in grandi luoghi di lavoro pubblici (ospedali, Asl, Ferrovie, Poste, Comuni, Regioni e Provincie, Ministeri, Enel, ecc.) ci rendiamo conto che esistono ancora tanti luoghi che sono sede di possibile aggregazione di quella classe sfruttata e che produce la ricchezza nazionale (in termini di merci e servizi). Il Partito di massa passa da qui. La presenza dei comunisti nei luoghi di lavoro non è marginale, così come non lo è fra le Rsu. Costruendo il Partito, il Circolo, nei luoghi di lavoro, si può dare sviluppo al coordinamento fra i comunisti che operano nelle diverse organizzazioni sindacali, per produrre un positivo impulso sulla strada della ricostruzione di un sindacato di classe e di massa, per riportare al centro dellazione dei sindacati le condizioni di lavoro, per loccupazione a partire dalla lotta per conquistare le 35 ore di lavoro settimanale a parità di salario, per i miglioramenti del potere di acquisto, per la difesa dellintegrità psico-fisica dei lavoratori e delle lavoratrici, per ottenere una buona legge sulla rappresentanza sindacale, mentre il governo e la sua maggioranza, da Cossiga a Cossutta vogliono una legge elettorale truffa con il solo scopo di cancellare la presenza in Parlamento dei comunisti. La lotta per la democrazia nel Paese e nel Parlamento passa anche per questa via. Nei Congressi di Circolo e in quelli Provinciali, mentre si discute, occorre costruire la mappa del territorio che segni la presenza di questi luoghi di lavoro medio-grandi, la presenza dei nostri iscritti e delle nostre iscritte, iniziare con loro a delineare un progetto organizzativo e di azione politica (sono scaduti o in scadenza tanti Contratti nazionali) per costruire il Circolo nel luogo di lavoro. E se nel territorio non vi sono queste medio-grandi aziende, lavoriamo per costruire Circoli inter-aziendali. Vi sono infatti molte zone del territorio comunale dove sono insediate decine e decine di aziende da 30 a 100 lavoratori occupati. Sicuramente abbiamo anche qui delle presenze nostre che hanno bisogno di essere aiutate ad organizzarsi. E anche questo un modo per iniziare a costruire una nuova leva di quadri (e quadri operai o tecnici) per andare avanti nella realizzazione del Partito di massa, non appiattito sui livelli istituzionali, per rilanciare il conflitto di classe, per ricostruire le condizioni, nei fatti, della lotta per una alternativa alla società capitalistica. |