Gianni Guglieri

In occasione del congresso ritengo sia utile alla discussione politica affrontare la questione di Maastricht e dell’Euro. Da sette anni a questa parte i popoli d’Europa hanno fatto la dolorosa esperienza dell’applicazione del Trattato di Maastricht. Nessun settore è stato risparmiato: servizi pubblici privatizzati, risorse agricole smantellate, giovani sottomessi al lavoro precario, alla disoccupazione, lavoratori licenziati, stato sociale smantellato, moderazione salariale imposta dalla banca centrale europea ai lavoratori ed ai pensionati (sistema delle pensioni minacciato), sistema scolastico distrutto. 
In particolare il Patto sociale siglato prima di Natale si inserisce perfettamente in questa logica di distruzione delle conquiste, di promozione della flessibilità, di aumento della povertà. Esso contiene facilitazioni fiscali per i capitalisti, esonerazione nei contributi, gravi limitazioni al diritto di sciopero, ulteriore riduzione dei salari attraverso il meccanismo dei contratti all’inflazione europea; un rafforzamento della “concertazione” dettata direttamente dall’Unione europea per cercare di implicare le organizzazioni sindacali nella messa in opera dei suoi piani. 
L’approvazione di un simile piano è un problema che investe tutti i lavoratori e la maggioranza della popolazione, poiché attraverso esso si arriverà ad un nuovo taglio dei servizi pubblici, ad una riduzione dei consumi e quindi all’aumento della disoccupazione. Il patto è stato siglato per alimentare gli investimenti speculativi e le rendite parassitarie. 
Nei mesi passati la propaganda ufficiale aveva annunciato che con l’instaurazione dell’Euro ci sarebbe stato lavoro ed un futuro migliore oggi invece ci dicono che non ci saranno miracoli e che l’Euro è solo l’inizio della politica di sacrifici; Tietmayer ha infatti dichiarato: “con l’Euro la sola variabile di aggiustamento sarà il costo del lavoro” mentre D’Alema ha affermato: “con l’Euro finisce l’era dell’assistenzialismo”. 
Vogliono allora sviluppare la flessibilità totale, portare al limite le riforme strutturali del mercato del lavoro. 
Maastricht è un attacco alla democrazia mettendo in opera il principio di sussidiarietà che consiste nel decidere al vertice e nello associare all’applicazione il livello inferiore. Maastricht mette in causa ogni traccia di democrazia in funzione degli interessi del capitale finanziario, cioè degli speculatori.