| Marco Gemignani
(Direzione federazione di Roma) Intendo soffermarmi su una sola questione quella della
pratica internazionalista del Prc. Linternazionalismo è necessario
oltre che teorizzarlo praticarlo effettivamente e costantemente a tutti
i livelli del Partito. Finora così non è stato. Il documento
della Direzione nazionale del Partito sulla politica internazionale definisce
sinteticamente i contenuti della nostra politica internazionale nel mondo
attuale. Eppure non è stato discusso nel Cpn e probabilmente ben
poche Federazioni, compresa quella di Roma, lo hanno discusso nei Cpf.
Eppure i concetti di quel documento sono quelli che inquadrano in un ragionamento
articolato la nostra azione politica internazionale. Quello che facciamo
in Europa dal meeting di Parigi in poi, le iniziative con Cuba ed in Chiapas,
tutto quello che facciamo con il popolo kurdo, limpegno contro laccordo
multilaterale sugli investimenti (Mai), solo per citare tra i principali
interventi del Partito sono lì organicamente esposti. Se non ci
si rende conto che linternazionalismo non è un lusso politico,
riservato di fatto a pochi iniziati, ma che va praticato con intensità
da tutte/i noi, ad ogni livello del Partito sia dentro che fuori, che
è condizione indispensabile, certo non sufficiente, perché
la nostra azione politica possa raggiungere i nostri obiettivi: una società
che funzioni secondo il principio: da ciascuno secondo le sue capacità,
a ciascuno secondo i suoi bisogni.
Il 4° Congresso deve saper guardare oltre il tempo presente e oltre i confini. Avanzo modestamente una proposta: il cambio del simbolo del Partito, proposto tra le modifiche approvate dal Cpn dello Statuto e da ratificare al Congresso, se aggiungesse alla scritta Rifondazione, leliminazione del tricolore darebbe uno splendido segnale con una scelta di altissimo significato etico come sintomo di un nuovo internazionalismo nella direzione della fine degli stati nazionali. |