Riteniamo irrinunciabile che il partito nel suo complesso
assuma il genere come parte costitutiva della propria politica, in modo
che possa perdere anche così le caratteristiche oggettive di partito
monosessuato maschile e procedere nella prospettiva della rifondazione
comunista.
Lobiettivo che poniamo è largamente incompiuto
e disatteso.
Noi pensiamo che perdurino nel gruppo dirigente del partito
una non sufficiente consapevolezza del problema, una volontà non
determinata ad affrontarlo, un ordine delle priorità che non lo
contempla. E ciò malgrado linsistenza con cui il segretario Fausto
Bertinotti e qualche altro lo nominano e lo argomentano in molte sedi e
il lavoro proficuo che le Commissioni nazionali del partito enti locali,
stato sociale, sanità hanno costruito con il Forum delle donne del
Prc.
Eccezioni che, da una parte, confermano la stabilità
della regola monosessuata, dallaltra, rivelano le potenzialità
di arricchimento ed efficacia della nostra proposta. Pensiamo al contributo
che il Forum ha dato sui tempi del welfare, della famiglia, della bioetica,
dello Stato e della democrazia.
Il problema che poniamo è dunque quello di un
generale orientamento politico del partito che rimane assolutamente insufficiente.
Le tesi ci portano al congresso, parlano un linguaggio
neutro e, quando acquisiscono elementi significativi della elaborazione
femminista, lo fanno in modo eclettico, senza trasformare il loro paradigma
interpretativo. Si interroga il pensiero delle donne solo là dove
è più forte la insufficienza della sinistra comunista e antagonista.
Capiamo tutte le motivazioni che hanno portato ad accelerare
i tempi del congresso e ad elaborare questo documento, ma come coordinamento
del Forum verremmo meno alla nostra funzione - e a una scommessa che non
è solo per noi - se non prendessimo parola rispetto allo scarto
fra queste tesi e la necessità del superamento del carattere monosessuato
del Prc. Un obiettivo questo affermato nel III congresso e ancora di stringente
attualità.
Del resto, noi possiamo discutere e presentare il documento
congressuale ad altre donne, a quei settori del movimento delle donne e
dellassociazionismo femminile, che sono interessate alla presenza di Rifondazione
nel panorama politico italiano, solo se partiamo da questa operazione di
verità, come premessa e garanzia di un impegno futuro.
Bisogna rendere politicamente visibile, sollecitare,
la critica al carattere monosessuato del partito; esso è oggi peraltro
uno degli impedimenti centrali allesplicarsi di una reale politica di
massa del partito, se per politica di massa si intende non trascinamento
e guida di masse senza volto, anima e soggettività, ma chiamata
alla responsabilità della autodeterminazione degli uomini e delle
donne, al diritto che ogni individuo/a ha di prendere in mano il proprio
destino e di cambiare il mondo cominciando a cambiare il proprio rapporto
col mondo.
Alla critica noi vogliamo far seguire alcune proposte
concrete. Lobiettivo posto non sta nei cieli, è nella possibilità
delle cose, può essere costruito con tappe di avvicinamento e di
approssimazione.
Il processo per il superamento del carattere monosessuato
maschile del partito è da un lato molto complesso, perché
ha a che vedere con la coscienza politica e con le occasioni del suo mutamento
e della sua crescita, con la cultura e la formazione, con le relazioni
fra i sessi nel partito, come esse sono, come vengono vissute fra i singoli/e
e nellimmaginario del corpo del partito, ma è anche costituito
da atti molto semplici e apparentemente banali, come lapplicazione rigorosa
dei punti dello Statuto che riguardano i rapporti tra i generi (non a caso
ci siamo limitate a proporre alcuni perfezionamenti dei punti esistenti).
Pretendiamo rigore nella applicazione di queste regole di civiltà
politica, la convocazione della conferenza delle donne comuniste e la sua
cadenza annuale, una attenzione specifica al trasformarsi della condizione
femminile nella società, al manifestarsi delle diverse forme della
soggettività delle donne, alla valorizzazione del lavoro nel partito
di quante hanno a cuore laffermazione di una politica di genere. Proponiamo
inoltre che venga studiata una campagna straordinaria del partito rivolta
al tesseramento delle donne.
Invitiamo tutte le compagne e i compagni che condividono
questa lettera a portarla, leggerla e discuterla nella preparazione dei
congressi, a farne propri i contenuti e ad assumersi la responsabilità
della costruzione di un partito di donne e di uomini.