Peppe De Cristofaro (Coordinatore Nazionale Gc)
Fabio Amato, Flavia DAngeli, Nicola Fratoianni, Niccolò
Pecorini, Chiara Platania (Esecutivo Nazionale)
I giovani rappresentano uno dei settori sociali maggiormente
colpiti dalle politiche neoliberiste. Un dato parla per tutti: la disoccupazione
giovanile in Italia raggiunge il 33,30%, con punte del 70% in Campania,
e del 60% in Calabria e Sicilia, e, per i pochi che riescono a trovare
un lavoro, questo è precario o al nero. A questa emergenza, il governo
risponde con lintroduzione di ulteriore flessibilità, legalizzando
il lavoro nero per i neo assunti, contrapponendo giovani disoccupati e
lavoratori sempre meno garantiti, condannando le nuove generazioni a vivere
nella precarietà, a vedersi negati i diritti conquistati dalle generazioni
precedenti. Le riforme in senso privatistico e selettivo dellistruzione
pubblica, che mirano alla frammentazione del sistema nazionale attraverso
il meccanismo dellautonomia, quando non si propone addirittura lintegrazione
dei privati nellistruzione pubblica attraverso il finanziamento diretto
o indiretto alle scuole non statali; labbattimento del valore legale del
titolo di studio, portato avanti dai ministri delluniversità Berlinguer
e Zecchino, con il riordino dellautonomia didattica, accompagnata dallintroduzione
del numero chiuso, segnalano il continuismo del governo DAlema rispetto
a quelli precedenti.
In questo quadro è decisiva la capacità
del partito di radicarsi tra i giovani, di rappresentare un punto di riferimento
capace di dare risposte ai bisogni di una generazione che vive allinsegna
dellincertezza, nellimpossibilità completa di progettarsi un futuro,
di rendersi autonoma dalla famiglia. Laggregazione e la mobilitazione
dei giovani devono rappresentare un asse strategico di costruzione di un
moderno partito di massa, una delle gambe su cui fondare lopposizione
sociale, su cui far marciare la rifondazione comunista. In questo senso
i Giovani Comunisti rappresentano uno strumento fondamentale per liniziativa
del partito, laddove riescano a sviluppare e coniugare lautonoma capacità
di intervento sociale tra i giovani con la rappresentanza allinterno del
partito delle tematiche proprie alle nuove generazioni, i percorsi e le
modalità di un nuovo modo di intendere la politica. Dalla nascita
dellOrganizzazione dei Gc molto è stato fatto, e i giovani militanti
hanno spesso rappresentato uno dei settori più attivi del partito.
Molto però è ancora da fare, soprattutto per il rafforzamento
dei livelli locali e un maggior coordinamento con quello nazionale, ma
anche a partire da una maggiore valorizzazione delle potenzialità
che i Gc esprimono proprio da parte degli organismi dirigenti del partito,
per assumere con forza le istanze del mondo giovanile allinterno del nostro
profilo politico. Troppo spesso invece ci si è limitati ad utilizzare
i Gc per colmare i vuoti e le difficoltà di iniziativa del partito,
senza riconoscere fino in fondo limportanza che i giovani sperimentino
propri ambiti di dibattito e percorsi di iniziativa. Il ruolo centrale
che i Gc hanno svolto nel dar vita ad un soggetto nazionale studentesco,
lAssemblea dei Collettivi Universitari, con il rafforzamento dei collettivi
di facoltà e lobiettivo di ricomporre sul piano nazionale le varie
strutture, oggi frammentate, che continuano ad esprimere conflittualità
e autorganizzazione studentesca, così come limpegno determinante
dei nostri militanti nelle mobilitazioni delle scuole e delle università
dello scorso autunno, con la manifestazione del 19 dicembre, devono rappresentare
una linea di intervento sociale da riprodurre e rafforzare in tutte le
situazioni, da estendere in forme specifiche anche agli studenti medi.
La sperimentazione di un difficile intervento rivolto
ai giovani disoccupati o precari, anche attraverso lAssociazione in Marcia!,
a partire dalla lotta per le 35 ore, ma anche attraverso la rivendicazione
di servizi gratuiti e di un salario sociale di inserimento al lavoro, devono
far parte di un unico progetto politico e sociale teso alla ricostruzione
di luoghi e modalità del conflitto e in generale alla ricomposizione
di un moderno blocco sociale anticapitalista. Lindividuazione di campagne
politiche nazionali, che sappiano parlare allinsieme dei giovani a partire
dalle tematiche che questi sentono più vicine, dallantiproibizionismo
alla sessualità, dal diritto alla casa o alle tematiche ambientali,
sono elementi centrali della nostra costruzione. In questo senso dobbiamo
rilanciare un intervento per contrastare i tentativi concertativi portati
avanti dalla Ministra Turco, attraverso il progetto di legge sulle politiche
giovanili istitutivo del Consiglio nazionale dei Giovani, che individua
strutture istituzionali dove incanalare il malessere delle nuove generazioni,
senza dare alcuna risposta ai bisogni reali. I Gc devono essere presenti
con una proposta alternativa per una politica che intercetti proprio questi
bisogni, costruendo una campagna nazionale, anche in vista delleuromanifestazione
di Colonia, capace di portare sulla scena i nodi reali della condizione
giovanile alle soglie del nuovo millennio, rivendicando unEuropa Sociale
anche a misura di giovani.
Per rafforzare questo indirizzo di intervento, e fare
il salto in avanti necessario per essere realmente capaci di organizzare
il protagonismo delle nuove generazioni, è fondamentale rafforzare
lorganizzazione dei Gc, sia dal punto di vista politico che organizzativo,
dotandoci degli strumenti necessari, a partire dalla pubblicazione di un
foglio nazionale, per dare senso allautonomia che ci siamo voluti dare,
e per essere parte attiva ed utile per linsieme del partito.