E aperto, in Italia, a livello mondiale, un acutissimo
scontro per determinare la supremazia nel definire gli sbocchi sul piano
complessivo della società e del peso delle classi dentro il nuovo
assetto politico e sociale. Cresce il drammatico divario tra paesi ricchi
e paesi poveri. Aumenta la disoccupazione, si diffondono vecchie e nuove
povertà, emarginazioni, alienazioni: il sistema capitalistico non
riesce a coniugare le immense potenzialità del progresso tecnico-scientifico
con il progresso sociale. In Italia prende corpo un inedito e concreto
sistema politico neo-autoritario, un regime-bianco: punta alla cancellazione
dellopposizione politica e sociale, a segnare conflitto sindacale e sociale
come sinonimo di disordine e trasgressione. Nasce dalla volontà
di centralizzare il potere politico, avere mano libera, senza vincoli democratici,
nelle ristrutturazioni, nei tagli allo Stato sociale, alle conquiste, ai
diritti; poter, cioè, rafforzare luso privatistico dello Stato.
Ne è parte attiva il governo DAlema, la sua maggioranza da Cossutta
a Cossiga. Lesigenza: mettere in discussione un sistema che dà
pieni poteri ai padroni e nessuno a chi lavora.
La strategia: affrontare alla radice le cause dei mali
che viviamo, prodotti da questa società e proprio per questo da
cambiare.
La priorità: ricostruire un governo democratico
dello sviluppo, con un qualificato polo pubblico delleconomia, tale da
consentire allo Stato una funzione programmatoria - la programmazione democratica.
Unalternativa di società, da perseguire con un progetto politico
che trovi energia e culture per difendere ed allargare la democrazia, impedire
la frantumazione tra i lavoratori, la separazione dalla politica, che concepisca
il conflitto sociale come fondamento della democrazia e vitalità
per le istituzioni, recuperi le caratteristiche di classe del sindacato,
produca una rottura verticale con la pratica consociativa e subalterna
agli assetti di potere.
La nuova classe operaia - operai, impiegati, tecnici,
intellettualità - legati da un rapporto di lavoro subordinato di
produzione, rimane sempre nella sua insanabile conflittualità con
il capitale, non avendo particolari interessi da difendere, la classe generale
capace di rappresentare nel modo più complessivo gli interessi ed
i bisogni di cambiamento dellintero Paese. Cambia il colore della tuta,
ma sempre sfruttati si è. Un Congresso, dunque, primo momento di
uniniziativa più ampia, capace di rispondere allesigenza di un
lavoro teorico e culturale, di una riflessione di fondo sul partito e sulle
forme di organizzazione della politica, per definire il programma.
Avrà valore se unito alla necessaria, concreta,
quotidiana, azione politica.
Due opinioni:
Solo: termine da anteporre alla dizione in fase congressuale
contenuta nel testo di modifica dellart. 8 dello Statuto. Rende chiaro
che non è ammessa la formazione di correnti, frazioni o gruppi in
forma organizzata allinterno del partito, rispondendo ad errate interpretazioni
che suscitano, giustamente, preoccupazioni e contrarietà.
Lista aperta: nelle elezioni degli organismi dirigenti.
Una scelta per contribuire alla maturità politica
del partito e renderla esplicita.