| Franco Astengo Spero di poter usufruire della cortesia di poter intervenire,
da esterno, nel dibattito congressuale di Rifondazione comunista, perché
ritengo che nel complesso della proposta che viene presentata allattenzione
degli osservatori siano presenti spunti meritevoli di specifico approfondimento.
Il punto di partenza che ho scelto, per queste mie modestissime e disordinate
riflessioni, riguarda un elemento presente nel documento Alternativa di
società, laddove si individua (e condivido) come sia in corso di
formazione una sorta di nuovo arco costituzionale, non più fondato
sulla discriminante Resistenza-Costituzione, bensì su quelle dellaccesso
al governo in funzione di una composizione moderata delle moderne fratture
sociali. Su questa base va dunque valutato lelemento di novità,
assoluto e decisivo, che ci troviamo di fronte: la sfera pubblica, sfidata
da processi di mondializzazione e di globalizzazione senza precedenti,
non riesce più a compensare la progressiva crescita del conflitto
tra sviluppo e società. Stato e mercato: i due grandi sistemi di
regolazione che hanno fin qui garantito lordine sociale, rivelano appieno
i propri limiti di fondo. Il mutarsi del rapporto tra crescita economica
e sviluppo, e la crisi dei soggetti di relazione politica generale, ha
così portato ad un restringimento degli spazi di impegno collettivo
e ad una riduzione sostanziale nel rapporto tra politica ed economia. Per
reagire a questo stato di cose bisogna muoversi, prima di tutto, sul piano
culturale uscendo dal binomio gramsciano che ci ha caratterizzato per oltre
50 anni: dellottimismo della volontà e del pessimismo della
ragione rimane infatti in piedi il solo pessimismo della ragione, che
va coniugato con il concetto di limite. Concetto di limite che rimane
il solo punto di riferimento possibile per tentare di recuperare una offerta
di diversità. Siamo di fronte ad un lavoro di lunghissima lena,
reso ancor più aspro dallesprimersi di un altissimo grado di contraddizioni
di vario tipo, comprese quelle definibili - con un richiamo di stampo maoista
- in seno al popolo.
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