Dari Salvetti

La questione della scuola č un punto centrale nella nostra discussione; il terreno del movimento studentesco, unico dove negli ultimi anni abbiamo visto lo sviluppo di movimenti di massa, deve essere campo di verifica delle nostre scelte congressuali attuali e passate. L’approvazione dell’autonomia scolastica, progetto di smantellamento e privatizzazione della scuola pubblica č solo l’ultimo episodio di un processo in atto da tempo. L’autonomia scolastica č giā sperimentata in diverse realtā con convenzioni tra scuola ed industria. Di fronte alle resistenze del movimento studentesco, il ministro Berlinguer ha scelto la politica dei piccoli passi: la privatizzazione della scuola attraverso l’introduzione di volta in volta di piccole controriforme. Nei due anni del governo Prodi ci siamo trovati, invece di smascherare questa politica, a votare diverse di queste misure. Come č il caso del nostro voto favorevole al “Bassanini”. Il tutto con un movimento degli studenti in campo. Questa č una evidente smentita della nostra vecchia collocazione rispetto al governo Prodi, come collocazione di sostituzione o di aiuto ai movimenti. Il ripetersi ogni anno del movimento studentesco pone un rischio di svuotamento politico e di ritualitā delle stesse lotte studentesche. Come compagni del documento alternativo individuiamo la necessitā, per contrastare questa tendenza, di costruire una struttura studentesca nazionale, democratica ed autofinanziata che riunisca gli studenti contrari all’autonomia scolastica. Per questo proponiamo la costruzione dei comitati in difesa della scuola pubblica. La promozione, nell’ultimo movimento, di questi comitati anche da parte di studenti non aderenti al nostro partito, dimostra come questa idea si stia facendo strada spontaneamente.