| Francesco Maselli
Nella sua relazione Bertinotti ha illustrato le devastazioni
sociali e politiche dellAccordo multilaterale sugli investimenti. Quelle
culturali non sono da meno: la produzione culturale e artistica perde ogni
salvaguardia per essere adattata alle esigenze dei mercati che diventeranno
nel tempo sempre più centralizzati fino a diventare unici come il
pensiero vincente definito da Le Monde . E tuttavia lAmi è
stato bloccato dal governo Jospin anche perché aveva dietro un intero
paese, tutta la stampa, i sindacati, gli intellettuali. In Italia invece
nellintellettualità di sinistra è avvenuta una sorta di
mutazione genetica dove è perduta proprio quella vocazione critica
che ha caratterizzato in Europa quasi tre secoli di lavoro intellettuale
e vita morale. Certo qualche caricatura dello storicismo ci aveva raccontato
di una metafisica positiva del divenire in sé, così come
la vulgata marxiana ci aveva trasmesso, prima di Grasmci, unidea fortemente
deterministica dei fattori economici dominanti la storia: questo però
non basta a spiegare quella sorta di fatalismo per cui si guarda alla globalizzazione
come si trattasse duna forza e di una meccanica naturale cui luomo è
estraneo.
Noi comunisti conosciamo il ruolo del partito - di un partito comunista - in questa guerra di lungo periodo e ha ragione Maitan quando chiude il suo lucido intervento parlando di un partito conformato in modo di essere - dopo un secolo di sconfitte - lo strumento adatto a vincere la globalizzazione. A mio avviso questo strumento sarà tanto più forte quanto più saprà essere anche luogo forte di riferimento e aggregazione di intelligenze e forze anche diverse da noi, diverse fra loro, multietniche, straordinarie. E uno strano, un nuovo, uno straordinario partito quello che abbiamo da costruire. |