| Livio Maitan
Landamento ciclico dei processi di concentrazione restano
gli elementi essenziali delleconomia capitalistica. Ma si realizzano in
un contesto di grandi innovazioni tecnologiche e di una internazionalizzazione
senza precedenti. Proprio questo provoca una dinamica di impoverimento
che tende a divenire assoluta anche in paesi sviluppati; una vera e propria
devastazione dellambiente. Colpisce in primo luogo il genere femminile
riproponendo lattualità delle lotte democratico-rivoluzionarie
delle donne. Più direttamente, se sino ad un anno e mezzo fa gli
economisti si chiedevano: persistere del ristagno o rilancio consistente,
oggi si chiedono: persistere del ristagno o depressione tipo anni Trenta.
Responsabili principali di questo stato di cose sono le multinazionali,
le maggiori protagoniste delle lotte sui mercati. Qui va colto il punto
essenziale di debolezza delle nostre prospettive strategiche: come prospettare
una alternativa sociale senza avere una idea di come contrastare e contestare
le multinazionali. I rapporti di forza sono quelli che sono. Ma porre questa
problematica è il punto di partenza per una radicale svolta di tendenza.
Evitiamo bizantine discussioni terminologiche. Come comunisti non possiamo
ignorare che il keynesismo come ideologia mirava al riequilibrio del sistema.
Il problema reale è il rilancio di un intervento pubblico che contrasti
i meccanismi perversi accentuati dal neoliberismo. Ma ci sono interventi
che hanno effetti tuttal più parziali e temporanei, mentre altri
possono addirittura generare produttività in eccedenza e sovraproduzione.
Quindi: quale intervento, quali scelte macro-economiche e quali forme di
organizzazione del lavoro. In questa fase, a questa problematica nella
sua connessione può rispondere la riduzione generalizzata dellorario
di lavoro, che comporta nuove scelte nuovi modi di organizzazione. Pertanto
da qui si può rilanciare la tematica del controllo dei lavoratori,
forma embrionale di una nuova democrazia che contrasti la dinamica di democrazia
autoritaria. Infine alla domanda se questo partito sia lo strumento di
cui abbiamo bisogno come altri compagni do una risposta negativa. Ma la
difficoltà è più generale. La via storica del movimento
operaio discende anche dal fatto che salvo i rari interludi, non ha mai
avuto strumenti organicamente democratici, superare questa cronica contraddizione
deve essere lambizione di Rifondazione comunista. |