| Alfonso Gianni
La notizia che il governo messicano ha tolto per legge
il tempo della siesta per gli impiegati pubblici è lennesima dimostrazione
dellaggressione al tempo di vita in atto con i processi di globalizzazione.
Il controllo e il potere sul tempo attraversa tutte le grandi contraddizioni
della nostra epoca, quella tra capitale e lavoro, di genere, tra sviluppo
e ambiente. Perciò è al centro della nostra iniziativa. E
se una spallata legislativa non è bastata, vuol dire che dobbiamo
continuare la lotta per la riduzione dorario in forme diverse e più
ampie, allargando i soggetti interessati e le motivazioni che li spingono
a lottare, come quella di un cambiamento generale dei modelli di vita.
Siamo parte di un movimento di lotta europeo, come si vedrà anche
nellappuntamento di Colonia. Contemporaneamente è aperta una grande
questione salariale. Non è un ritorno al passato. La realtà
è che la povertà ha sfondato nel mondo del lavoro, e che,
nel nostro paese, la svendita dei punti forti della produzione riduce la
competitività alla compressione del costo del lavoro. Se può
sembrare che leconomico in questo secolo ha preso la sua rivincita sul
politico, è perché, come dimostrano anche le esperienze del
socialismo reale e della stessa tradizione comunista italiana, che vogliamo
innovare, non si è spinta fino in fondo la critica delleconomia
politica. Perciò dobbiamo ripartire dallinchiesta e dallanalisi.
Parafrasando unaffermazione del subcomandante Marcos, dobbiamo inoltrarci
nella nebbia dei rapporti economici e sociali sconvolti dalla ristrutturazione
capitalistica, per vederli e comprenderli, e quindi potere parlare a chi
attende da noi risposte di vita. |