Francesco Forgione

Oggi il Mezzogiorno è la metafora più drammatica della crisi del Paese. Qui trama sociale e trama democratica ripropongono il bisogno di un’alternativa radicale alle politiche liberiste che guardano al Sud come ad un territorio senza qualità, luogo esclusivo per le scorribande del mercato e dell’impresa sul terreno della flessibilità e della manodopera a basso costo. Dentro questo processo la mafia sta ritrovando un nuovo brodo di coltura sociale e una nuova soggettività economica ed imprenditoriale. Ritorna il problema del modello di sviluppo alternativo al primato dell’impresa e alle politiche della speculazione, della devastazione ambientale e di quel blocco del cemento di cui il ponte sullo Stretto è l’emblematica rappresentazione. Il Sud è ad un bivio di civiltà. Per questo serve un’alternativa di modello sociale e insieme un’alternativa politica alla corsa smodata verso il centro che sta rilegittimando le vecchie classi dirigenti e il vecchio sistema di potere meridionale.