| Paolo Ferrero
In questo congresso siamo chiamati a ridefinire il nostro
ruolo politico dentro la nuova fase che si apre. Non cè solo la
svolta centrista del Governo, vengono meno i capisaldi costruiti nel dopoguerra
sul terreno sociale e politico. Dopo 20 anni di sconfitte della nostra
gente, troppo spesso il disagio sociale non trova più uno sbocco
in termini di conflitto di classe, ma si presenta come unimbarbarita guerra
tra poveri. E largamente venuto meno il rapporto fra condizione sociale
e appartenenza politica: non è automatico essere operai e votare
a sinistra, si può votare Lega, An, o semplicemente non votare.
Da questa sconfitta, senza nessuna illusione politicista di breve periodo,
dobbiamo ripartire. Il punto principale su cui lavorare è la ricostruzione
di un conflitto sociale efficace. Rompendo con il Governo abbiamo evitato
lomologazione, adesso dobbiamo evitare la testimonianza, nella presunzione
che sia sufficiente lo stare allopposizione. Rischiamo di trovarci ai
margini della politica e della società, con tante ragioni ma impotenti.
Per questo dobbiamo rimettere, con lesperienza nella testa della nostra
gente che la lotta paga. Questo chiede un salto di qualità al partito:
non, basta più la propaganda, non sono sufficienti le tante feste,
il tesseramento, le campagne elettorali di molte federazioni. Ogni struttura
deve essere impegnata nella costruzione di una vertenzialità diffusa,
sui grandi temi nazionali come sulle questioni locali, dove si portino
a casa risultati. Un partito comunista di massa non si fa a tavolino, ma
solo nella tensione alla costruzione del movimento, delle lotte sociali.
Il secondo nodo è sulla prospettiva politica: dobbiamo operare attivamente
sulla disgregazione e la rincorsa al centro in atto nellUlivo, proponendo
con più forza la costruzione di un polo della sinistra alternativa
sul piano sociale, culturale e politico, nel pieno rispetto delle diversità
di percorso e sensibilità delle varie forze e dei differenti soggetti.
La fine di ogni settarismo ed il dialogo con le diverse culture critiche
ne sono le condizioni. |