Giovanna Casati

La Brianza definita un pezzo simile alla Renania, con la presenza di 40 multinazionali e da migliaia di piccole e piccolissime aziende in cui si colloca il 92% della sua occupazione, è oggi investita da profondi processi di delocalizzazione ed esternalizzazioni che seguono alla chiusura della Philips di 3 anni fa, mentre per i nuovi avvii al lavoro sono dominanti tutte quelle forme di lavoro atipico, a partita Iva, che nell’eufemismo dei loro termini nascondono vecchie forme di schiavismo. 
Lavoratrici, lavoratori privi di diritti e di potere negoziale sottoposti ad ogni tipo di flessibilità. 
Di fronte a tutto ciò, la sfida che la nostra federazione ha raccolta nel suo dibattito congressuale è quella di una progettualità, sul piano del lavoro, dei diritti e della difesa del territorio di fronte ai suoi usi speculativi, laboratorio delle nuove attività criminali e mafiose, che sappia vincere tra i lavoratori e i cittadini il pragmatismo, il fatto che oggi non è possibile altro che la difesa dell’esistente che diventa ogni giorno più difficile. 
Lavoro, diritti e territorio saranno un tutt’uno della nostra progettualità, sui quali misurare nei prossimi mesi il proprio radicamento, la propria capacità di costruire alleanze e programmi amministrativi a partire dalle prossime scadenze elettorali.