| Giordano Bruschi
Denunciare la deriva neoliberista che porta degrado e
disagio ovbunque, specie nelle periferie delle grandi città, è
necessario, ma non sufficiente. Cè bisogno di una risposta credibile
che indichi anche il progetto, organizzi la lotta, aggreghi forze sociali,
consegua risultati. Due esempi da Genova: al Cep di Prà è
sorto un comitato di quartiere eletto con le urne in piazza da 400 abitanti.
In raccordo con altri 20 comitati appena usciti dalla battaglia per la
riqualificazione del ponente, dopo lo scontro con i poteri forti (sorretti
dai Ds) di Fiat e multinazionale dei container, la Psa, per ottenere spiagge
ed acque pulite ed una città umana e libera dalla speculazione.
Due lotte di massa, due successi ottenuti anche con lappoggio del gruppo
consiliare del nostro partito. Stare in giunta non significa adattarsi
al meno peggio, ma cercare nel Comune, come nellaltro secolo, una comunità
locale presidio di democrazia. Cè poi lopposizione alla flessibilità:
nella casa di riposo Doria in Valbisagno raggiunge vertici di disumanità,
con lassunzione di ragazzi per periodi inferiori al trimestre e con la
chiamata ad ore, beffati perché chiamati imprenditori, con partita
Iva. Il governo condanna i giovani alla condizione di senza diritti: serve
oggi essere comunisti capaci, come i modesti compagni di Prà, di
rendere concreta lalternativa di società. |