| Salvatore Bonadonna
Il respiro politico, la severità con cui il segretario
ha chiamato il partito a verificarsi rispetto alla strategia delineata
e al compito della rifondazione ci dicono che non possiamo affidarci alla
riedizione di esperienze vissute, ma dobbiamo reinventare con gli strumenti
teorici del marxismo critico e con gli strumenti politici dellinchiesta
e dellorganizzazione per scopi il nostro agire politico. Ricordo come
fondamentale, per quelli della mia generazione la lezione di Raniero Panzieri
e dei Quaderni rossi con la memorabile inchiesta alla Fiat. Attraverso
questo è possibile reagire alla deriva del pensiero unico, ma anche
alla ventata qualunquista ed autoritaria che sorregge il referendum e la
stessa proposta di legge elettorale maggioritaria. In sostanza si intende
strutturare la separazione tra società e politica, tra società
ed istituzioni. A questo è necessario reagire con la forza dei movimenti
e lintelligenza della iniziativa politica. Nel Lazio tentiamo di far vivere
questo rapporto nella coalizione che ci vede alleati al centrosinistra
nel governo della regione. Abbiamo ottenuto risultati concreti con la determinazione
dei canoni degli alloggi rapportati al partito e non al valore catastale;
con la legge per lautorecupero ai fini abitativi di patrimonio immobiliare
pubblico inutilizzato; con gli stanziamenti per i lavori socialmente utili;
con una coerente politica di tutela ambientale e territoriale. Oggi questa
esperienza è in crisi perché i popolari ed anche i comunisti
italiani ritengono troppo sbilanciato verso Rifondazione e le politiche
di sinistra la maggioranza della giunta. Io credo che abbiamo costituito
canali di comunicazione efficaci tra i movimenti e le istituzioni, secondo
un programma che abbiamo concordato nella coalizione. E certo che non
è il programma di Rifondazione, ma un modo perché tra società
e politica il dialogo sia efficace. Se questa possibilità venisse
meno, verrebbero a cadere le ragioni della nostra partecipazione alla maggioranza. |