Claudio Bellotti

La crisi che ha colpito il partito si vede dal calo di partecipazione fra il terzo e il quarto congresso: 20.000 compagni in meno. La crisi economica sta arrivando in Europa, e l’Italia sarà l’anello debole. Nonostante sette anni di politiche di sacrifici, i debiti pubblici rimangono altissimi, e questo toglie margini alle proposte economiche keynesiane. Questi sono i motivi di fondo della crisi della socialdemocrazia in Europa e della sconfitta di chi, come Lafontaine e anche lo stesso Prc, ha tentato di condizionare i governi di sinistra o di centrosinistra. 
In tutta Europa decine di milioni di lavoratori hanno votato a sinistra negli ultimi anni, cercando di arginare le politiche di massacro sociale. Ora sono costretti a prendere coscienza che le loro speranze sono state disattese. Questa presa di coscienza è più difficile perché i comunisti in Italia e in Francia sono stati partecipi di quei governi. Tuttavia sono proprio le divisioni nei partiti socialisti che dimostrano l’esistenza di una critica sotterranea che sta crescendo. La stessa spinta la vedremo anche nei grandi sindacati. 
Nel 1994 e nel 1995 in Francia si è aperto un processo di lotte. Quel processo è stato interrotto dalla pace sociale dei governi di sinistra, ma siamo certi che riprenderà a svilupparsi, e l’idea della trasformazione sociale e del comunismo potrà incontrare le aspirazioni di milioni di persone.