Partito della Rifondazione Comunista
Conferenza nazionale d'organizzazione 2007
Dichiarazione di voto di "Sinistra critica"

Dichiarazione di voto

Non parteciperemo come sinistra critica alle votazioni di questa conferenza innanzitutto perché si conferma la non volontà del gruppo dirigente del partito di rimettere in discussione l'espulsione del compagno Turigliatto e quindi dei contenuti e della proposta politica da lui rappresentata. L'espulsione viene confermata nonostante tanti circoli e federazioni abbiano espresso la necessità di un ripensamento e nonostante manifestazioni di dissenso del tutto analoghe non abbiano comportato eguale trattamento. Una conferenza che riteniamo fallita, incapace di coinvolgere gli/le iscritti/e, impossibilitata ad avviare una vera discussione democratica, ingessata dalla costruzione di platee artefatte utili solo per confermare “ex-post” la linea proposta dalla segreteria nazionale. Il fatto che oggi non si voterà nessun documento proveniente dalle federazioni ne è solo l'ultima conferma. Una conferenza che ha eluso il tema del Governo e quello del “cantiere” della sinistra. Ciò che può rilanciare il dibattito democratico e la rifondazione comunista è la convocazione di un congresso straordinario che assuma il fallimento della linea decisa a Venezia. I primi mesi del Governo Prodi hanno prodotto una finanziaria disastrosa, l'aumento delle spese militari, la conferma della presenza italiana nella guerra Afghana, per citare solo i provvedimenti più odiosi. La permeabilità ai movimenti è stata smentita clamorosamente dal “caso Vicenza” e dai 12 punti del Prodi-bis. Il gruppo dirigente del centrosinistra è talmente cambiato che si appresta a liquidare il concetto stesso di sinistra costruendo il Partito Democratico. Se il PRC vuole uscire dalle secche in cui è finito non può far altro che mettere in discussione la sua presenza al Governo. L'appoggio parlamentare esterno ci sembra una prima risposta adeguata per avviare un percorso che ci ricollochi all'opposizione. Serve un congresso straordinario perchè non si può annunciare “la costruzione di un nuovo soggetto politico entro il 2008” e convocare gli/le iscritti/e in un secondo momento, con l'unica funzione di ratificare decisioni già prese e praticate. Se ciò non avverrà ci sembra perfettamente lecito rifiutarsi di aderire a progetti che comportano la fine dell'anomalia della Rifondazione: essere un partito alternativo non solo al centrodestra, ma anche alla sinistra liberale, per costruire nel vivo delle lotte la sinistra alternativa. Per tutte queste ragioni noi non faremo parte del cantiere della “Rifondazione Socialista”, in cui la sinistra europea rappresenta una semplice e veloce tappa di avvicinamento. E' questo tutto il significato del nostro non voto.

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