Partito della Rifondazione Comunista
Conferenza nazionale d'organizzazione 2007

Dichiarazione di Leonardo Masella di non partecipazione al voto sul documento conclusivo.
Sarebbe sbagliato votare contro il documento conclusivo, per i seguenti motivi.
A) Il documento è molto diverso da quello iniziale, riparando all’errore di aver eluso i temi del nostro rapporto con il governo e con la società. B) Non si fa cenno né ad un nuovo partito né all’ambiguo “nuovo soggetto politico”, di cui hanno parlato in recenti interviste autorevoli esponenti di partito ed istituzionali.
D’altra parte sarebbe sbagliato votare a favore del documento, per i seguenti motivi.
1) Si sottovaluta l’aumento del malessere sociale e l’indisponibilità del governo a farvi fronte, accresciuta con la svolta moderata e liberista dei 12 punti. La finanziaria, i ticket sanitari, gli aumenti Irpef a cui il governo ha costretto Regioni e Comuni, l’indisponibilità a superare la legge 30, le continue minacce di tagliare le pensioni mentre si aumentano le spese militari, hanno accresciuto il malessere sociale. E’ la politica del governo Prodi che sta riconsegnando il Paese al centro-destra, come rischia di verificarsi nelle imminenti elezioni amministrative.
2) La politica estera del ministro D’Alema non è “una svolta”, è certamente diversa da quella servile del governo Berlusconi, ma è nel solco del multilateralismo della NATO, quello stesso che portò ai bombardamenti su Belgrado. Sull’Afghanistan è un errore legare l’exit strategy alla improbabile lontana conferenza di pace. Manca l’indicazione di ricostruire il più forte movimento contro la guerra a partire dal successo straordinario della manifestazione di Vicenza del 17 febbraio, già dimenticata.
3) Non è sufficiente ribadire formalmente l’autonomia di Rifondazione Comunista nelle necessarie e importanti convergenze a sinistra. Appare difensiva, noi non dobbiamo “restare” comunisti, ma “diventare” comunisti. Sarebbe incomprensibile non riaprire, oltre ad altri cantieri, quello della rifondazione comunista, cioè di un partito comunista con una natura di classe ed anticapitalistica adeguata al presente e al futuro.
Invito pertanto a non partecipare al voto, non come manifestazione di distanza dal partito, ma perché la conferenza non ha sciolto nessuno degli equivoci creati, come quelli della sinistra europea e del cantiere della sinistra, al fine di tenere aperto fra di noi il dibattito, considerando la libera dialettica fra posizioni diverse non come un fastidio o come motivo di divisione ma come un arricchimento del partito.

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